Il Cotir in liquidazione giudiziale Tra i creditori oltre 30 lavoratori

2 Novembre 2024

Il tribunale apre la procedura di pagamento dei debiti: oltre 1,5 milioni spettano agli ex dipendenti A carico dell’ente anche 800mila euro dovuti all’erario: il 12 febbraio 2025 la verifica del passivo   

VASTO. Triste epilogo per il Cotir, il Consorzio tecniche irrigue, un ente considerato un tempo un gioiello del Vastese e dell'intero Abruzzo. Il presidente del tribunale di Vasto, Michele Monteleone, ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale del Consorzio di località Zimarino. La sentenza è stata emessa in accoglimento del ricorso presentato nel settembre scorso dagli avvocati Michele Sonnini e Andrea Sonnini di Vasto nell'interesse di alcuni ex dipendenti, creditori del Consorzio a titolo di retribuzioni e indennità maturate in ragione dei rapporti di lavoro subordinato. Il tribunale ha accolto la richiesta. In realtà l'avvocato Sonnini già due anni fa aveva presentato un’analoga richiesta che, tuttavia, era stata respinta perché il Cotir era stato ritenuto un ente pubblico. Di diverso avviso i giudici d'appello che hanno dichiarato il Consorzio un soggetto privato. A quel punto è stata aperta la procedura.
«Io assisto cinque ex dipendenti ma nella stessa situazione si trovano almeno una trentina di lavoratori», spiega il legale. Il Cotir dovrà quindi liquidare a loro circa 50mila euro a testa. A carico dell'ente poi ci sono i debiti erariali accertati dall'Agenzia delle entrate che si avvicinano agli 800mila euro. Nel corso della prossima udienza in programma il 12 febbraio 2025 sarà fatta la verifica dello stato passivo di tutti i creditori. Il tribunale ha nominato curatore la dottoressa Paola Valentini e giudice delegato il presidente Michele Monteleone.
Le vicissitudini per i 30 dipendenti del Cotir di Vasto iniziarono nel 2016. Ai dipendenti non arrivavano più gli stipendi. L'allora presidente del consiglio di amministrazione, Luciano Cilli, si dimise dalla carica. Il Consorzio precipitò nel caos. L’ex vicesindaco di San Salvo affidò le motivazioni della sua decisione a una lettera indirizzata a Mauro Febbo, all'epoca assessore regionale all’agricoltura. Nel 2018 il Cotir venne chiuso definitivamente e solo un gruppo di lavoratori entrati a lavorare con un concorso venne ricollocato. Da sei anni l'area è nel più completo abbandono. La zona tuttavia è destinata ad essere recuperata e ad ospitare una centrale ad idrogeno. Prima però dovrà essere bonificata. L’area è stata inserita nell’elenco dei siti potenzialmente contaminati stilato dalla Regione. Una procedura automatica per le aree da troppo tempo dismesse. La Regione ha già fatto diversi sopralluoghi. A breve verrà avviata la fase di verifica esecutiva. Le autorità preposte stanno cercando di accelerare in ogni modo le operazioni, vista l’utilità anche sociale del progetto.
L’ex Cotir, grazie ad un finanziamento da 10 milioni di euro concesso all’Arap, diventerà un centro per la produzione di idrogeno green destinato non solo ai processi produttivi ma anche alla trazione di veicoli. Il centro avrà anche un’area destinata proprio agli autobus a idrogeno della Tua. Il primo step dei lavori sarà la bonifica dei terreni che circondano la struttura e poi la risistemazione e adattamento degli interni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA