Il Covid non ferma la Sevel Ora cresce la produzione

È l’unico stabilimento del gruppo Stellantis senza flessioni nel primo trimestre Realizzati oltre 81mila furgoni: un incremento del 40% rispetto all’anno scorso
ATESSA. Nei primi tre mesi del 2021 tutte le fabbriche Stellantis in Italia hanno registrato flessioni nei volumi produttivi, tranne Sevel, che traina il 40% della produzione totale del gruppo. È la fotografia che il gruppo Stellantis ha fornito al sindacato Fim-Cisl in attesa dell’incontro ufficiale con i vertici aziendali il 15 aprile. Lo stabilimento dei veicoli commerciali leggeri continua la sua corsa, che il Covid ha interrotto soltanto dal punto di vista dello stop alle lavorazioni imposto dal lockdown del marzo 2020. Anzi, la pandemia ha fatto sì che si registrassero maggiori richieste di furgoni proprio per il trasporto di beni ordinati su internet e sul fronte di un nuovo modo di intendere le vacanze, non più in massa, ma su camper la cui base è sempre quella del richiestissimo Ducato.
Con 81.480 veicoli commerciali prodotti, si è incrementato del 40% la produzione del 2020. Superata positivamente la verifica dell’anti-trust Europeo, sono assicurate le potenzialità di crescita produttiva dello stabilimento sangrino che continua a viaggiare a pieno regime. La crescita dei volumi ha favorito nell’ultimo periodo l’inserimento di molti lavoratori con contratto di somministrazione, a tempo determinato e indeterminato, che hanno raggiunto la quota di circa 800 lavoratori. L’aumento dei somministrati si è determinato anche a causa dei vincoli introdotti dal decreto dignità che ha portato il gruppo Stellantis ad utilizzare la somministrazione a tempo indeterminato. «Nei prossimi mesi», interviene Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl, «riteniamo sia indispensabile aprire una discussione con il gruppo Stellantis, per costruire percorsi di assunzioni dirette di questi lavoratori che operano con continuità e senza interruzioni in Sevel». Intanto lo stabilimento Sevel è pronto, dal 2 maggio, a partire con i 18 turni (12 più 6 essendo la notte destinata ai volontari con riposo a scorrimento) e questo potrebbe comportare un ulteriore incremento degli occupati, tra nuovi ingressi e arrivo di altri trasfertisti da aziende del gruppo in cassa integrazione.
«Abbiamo valutato negativamente», conclude Uliano, «la scelta di non prorogare circa 47 contratti in scadenza nel mese di febbraio. Per questo abbiamo richiesto di procedere alle proroghe dei contratti in scadenza e al recupero dei contratti non rinnovati, prima della partenza dei 18 turni. Sul fronte del prodotto nel 2021 oltre a prevedere un forte e significativo restyling del Ducato volto ad ammodernarlo e migliorarlo ulteriormente, sarà lanciata anche la versione con motorizzazione elettrica. Anche nell’incontro del 15 aprile chiederemo ai vertici di Stellantis Europe la conferma degli investimenti previsti nel 2021 sulla struttura e gli impianti, e informazioni puntuali sulle produzioni commerciali nello stabilimento in Polonia».

