Il maxi rogo nella zona industriale lambisce la Walter Tosto: s’indaga

Le fiamme bloccate a pochi metri dal fabbricato industriale, la colonna di fumo visibile da Pescara L’amministratore delegato: «Sarebbe potuto succedere qualcosa di grave: grazie ai soccorritori»
CHIETI. Un incendio distrugge tre ettari di campagna nella zona industriale di Chieti Scalo e lambisce l’azienda Walter Tosto, colosso dei serbatoi. Le fiamme superano la recinzione e danneggiano anche una decina di grossi involucri in polietilene che si trovano in un piazzale. Ma l’intervento dei vigili del fuoco è decisivo, perché il rogo si ferma a cinque metri dal fabbricato industriale. «Sarebbe potuto succedere qualcosa di grave e pericoloso», dice l’amministratore delegato Luca Tosto. «Sono contento che, grazie al lavoro dei soccorritori e dei nostri dipendenti che sono intervenuti immediatamente, il peggio sia stato evitato». Ora la polizia sta indagando per accertare le cause dell’incendio: l’inchiesta è coordinata dal pm Giancarlo Ciani.
A lanciare l’allarme, verso le 16.30, è un senzatetto polacco che ha trovato rifugio in un casale abbandonato. «Venite, sta prendendo fuoco tutto», dice il 56enne prima al 113 e poi al 115, «sto provando a spegnere ma non ci riesco». Una colonna di fumo nero di decine di metri si alza nella zona di via Piaggio: è visibile dall’asse attrezzato, persino da Pescara. Sul posto si precipitano i vigili del fuoco del comando provinciale e i poliziotti della squadra volante, diretti dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico. Il caldo e il vento favoriscono il propagarsi delle fiamme, che inceneriscono sterpaglie e alberi. Una volta verificato che nel casale abbandonato non c’è nessuno, il timore è che il rogo possa raggiungere l’azienda leader del comparto metalmeccanico della caldareria. Per spegnere l’incendio si alza pure l’elicottero dei vigili del fuoco: giungono rinforzi da Ortona e Pescara, per un totale di una ventina di uomini impegnati con dieci mezzi. Arrivano anche gli investigatori della squadra mobile con il commissario Nicoletta Giuliante. Servono ore per riportare la situazione sotto controllo: la bonifica dell’area va avanti fino a sera con l’obiettivo di evitare nuovi focolai. Si è trattato di un incendio colposo, forse provocato da qualcuno che ha dato fuoco alle sterpaglie per ripulire l’area e non è più riuscito a controllare le fiamme, oppure è stata un’azione dolosa? L’inchiesta parte da qui.

