Il rapinatore del tabaccaio si costituisce Un 41enne pugliese si presenta in caserma con il suo avvocato e confessa di essere il responsabile del raid del 2 febbraio

13 Febbraio 2024

CHIETI. «Sono stato io a rapinare la tabaccheria in centro a Vasto». Un uomo di 41 anni si è presentato nella caserma del suo paese, Monte Sant’Angelo (Foggia), accompagnato dall’avvocato: davanti ai...

CHIETI. «Sono stato io a rapinare la tabaccheria in centro a Vasto». Un uomo di 41 anni si è presentato nella caserma del suo paese, Monte Sant’Angelo (Foggia), accompagnato dall’avvocato: davanti ai carabinieri, ha ammesso di essere lui il responsabile del raid avvenuto lo scorso 2 febbraio in via Perth. Nei confronti del rapinatore, già in passato finito nei guai per motivi giudiziari, è scattata una denuncia a piede libero.
LA RICOSTRUZIONE
Quel pomeriggio, pochi minuti prima delle cinque, il quarantunenne è entrato con il volto coperto e una mano in tasca nel negozio di Rosangela Boreale, lasciando intendere di essere armato. «Dammi quello che hai in cassa, sennò uso quello che ho in tasca»: è stato il senso delle parole pronunciate dal malvivente per minacciare la proprietaria e il marito che stavano servendo una cliente. A quel punto la donna, per evitare qualsiasi tipo di problema, anche temendo ripercussioni per le altre persone che in quel momento si trovavano nella tabaccheria-edicola (già tre anni fa finita nel mirino), ha consegnato al malvivente il denaro: poco più di cento euro. Una volta arraffate le banconote, il rapinatore si è dileguato a piedi.
L’INCHIESTA
I carabinieri si sono precipitati sul posto e hanno avviato immediatamente le indagini, anche attraverso le testimonianze e l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza dell’attività commerciale. «Non era una persona del posto», ha raccontato il marito della titolare. «Quell’uomo, stempiato e di media statura, aveva un accento marcatamente pugliese. Una cosa è certa: non l’avevo mai visto prima».
LA CONFESSIONE
A distanza di qualche giorno, il rapinatore, dopo essersi confidato con il suo legale, ha vuotato il sacco, assumendosi tutte le responsabilità del gesto. E ha deciso di raggiungere spontaneamente la caserma, probabilmente anche con l’obiettivo di evitare l’emissione di un’ordinanza di arresto (presentandosi in autonomia, sono venute meno le esigenze cautelari) e ottenere uno sconto di pena nel corso del processo.
IL CASO ANALOGO
La scorsa estate un trentenne si era presentato ai militari dell’Arma ammettendo di aver rapinato, qualche giorno prima, la tabaccheria Marcone di corso Palizzi, nel cuore del centro storico di Vasto.
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