Il sindaco all’attacco della Regione «Riporta il Vastese agli anni bui»

Salute, sicurezza, infrastrutture e mancanza di dialogo: Menna spara a zero contro il governo Marsilio «Finanzia soltanto sagre e feste, niente fondi per acquedotti e fogne. Ciò mentre i lavoratori tremano»
VASTO. Il Vastese è in sofferenza. In aumento i nuovi poveri. Crescono i disservizi e purtroppo diminuisce la sicurezza. I vantaggi della Zes sono solo un ricordo. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, punta il dito contro il governo regionale. «Una Regione e una città», spiega Menna, «sono attrattive e vincono la sfida della competitività quando si investe sulla sanità, sulla sicurezza, sulle infrastrutture, sulla fiscalità e sulla digitalizzazione. Investire su questi fattori significa salvaguardare posti di lavoro, crearne di nuovi, elevare il benessere dei cittadini, creare progresso e sviluppo. Purtroppo, noi dobbiamo registrare che il governo di Marco Marsilio è assente e latitante su diversi fronti e su alcuni temi sta addirittura portando l’Abruzzo e il Vastese agli anni bui di quando era un territorio in via di sviluppo e fanalino di coda in Italia».
DIRITTO ALLA SALUTELe richieste di aiuto al primo cittadino da parte di malati che non riescono ad avere cure adeguate in tempi brevi si allunga. «La salute è un diritto», ricorda Menna, «eppure a Vasto viviamo quotidianamente il dramma dei disservizi e delle liste d’attesa nonostante la grande professionalità dei sanitari abbandonati però a loro stessi e senza risorse».
SICUREZZAIn città non vanno meglio le cose sul fronte della sicurezza. «Da tempo», afferma il primo cittadino, «stiamo assistendo solo a proclami e prese in giro sulla salvaguardia dei tribunali e delle procure, con organici delle forze dell'ordine ridimensionati come tutti i settori del servizio giustizia, della sicurezza e dell’ordine pubblico oltre che penitenziari dove la situazione è drammatica».
INFRASTRUTTUREDiversi i progetti annunciati nel territorio e non ancora realizzati. «Sul versante infrastrutture», stigmatizza Menna, «viviamo l’eterna stagione delle promesse, degli annunci e della posa delle prime pietre senza seguito alcuno. I cantieri sono tutti fermi: dalla portualità alle ferrovie, dalle varianti ai progetti come quello di Valle Cena che collegherebbe le zone industriali di Vasto, Cupello, Monteodorisio, Gissi, San Salvo e di tutto l’entroterra abbandonato purtroppo a se stesso senza programmazione e pianificazione. Mi riferisco agli altri temi degni di attenzione ma mai affrontati dal governo Marsilio quali la fiscalità e la digitalizzazione su cui ci sarebbe molto da dire, e mi riferisco soprattutto al caos Zes e ai mancati investimenti della fibra in diverse zone».
CONCERTAZIONE«Devo rimarcare», annota con amarezza Menna, «la totale mancanza di dialogo, concertazione e ascolto del governo Marsilio con i territori e con le parti sociali per stabilire un'azione comune per la distribuzione delle risorse rispetto ai reali bisogni del mondo produttivo, delle comunità e dei cittadini. Siamo passati dalle continue riunioni, telefonate e lettere di Luciano D’Alfonso ai 305 sindaci d’Abruzzo, a un mutismo e a un’indifferenza tesi solo a destinare risorse e fondi dove si vuole e a chi si vuole. O addirittura a risposte e attacchi arroganti e pretestuosi quando si cerca dialogo e ascolto. Si passa dal finanziare milioni di euro per sagre, feste della birra e porchette, a non dare un euro di finanziamento per garantire la rete delle fogne e della raccolta delle acque piovane, o a zero euro per affrontare la grave crisi idrica. E intanto le lavoratrici e i lavoratori tremano per il loro futuro. Auspico dunque un repentino cambio di rotta», conclude Menna .

