Il sindaco dopo la retrocessione: «Pincione vada via dalla città»

29 Marzo 2023

Paolini a muso duro contro la proprietà americana: «Una mortificazione per la nostra tradizione» L’appello: «Se proprio non vogliono cedere la matricola, giochino altrove utilizzando un nuovo nome»

LANCIANO. «Il fatto che il gruppo capeggiato da Max Pincione continui a usare il nome di Lanciano per una squadra di calcio ormai completamente avulsa dal territorio, è una mortificazione per la città e per la sua storia sportiva. Le leggi della Figc non possono purtroppo impedirglielo». Il sindaco Filippo Paolini, con una nota sottoscritta insieme a Danilo Ranieri, vicesindaco e assessore allo Sport, tenta la via dell’appello, dopo che il campionato regionale di Eccellenza, a tre giornate dal termine, ha già sancito la retrocessione matematica dei rossoneri.
Paolini e Ranieri non vanno per il sottile: «Ci appelliamo alla proprietà o presunta tale, ovvero ai rappresentanti o presunti tali della società dilettantistica Lanciano 1920 affinché, dopo questa retrocessione, si congedino non solo da questa categoria regionale ma, in generale, dal calcio lancianese e, per meglio dire, dal continuare a utilizzare il nome di Lanciano nei loro eventuali programmi». Una proprietà che tra l’altro in città si è vista poco o niente: l’unico dirigente che Paolini ha incontrato di persona, una sola volta, è stato Paolo Iapaolo. Pincione del resto si è visto più che altro in videoconferenza dagli Stati Uniti, mentre Iapaolo in quell’occasione aveva ribadito, come già Pincione nelle sue videoconferenze, che la proprietà non aveva intenzione di cedere il titolo sportivo, e che avrebbe portato avanti i suoi programmi.
Come è andata a finire è sotto gli occhi di tutti. E nessuno si meraviglia dopo che, ad esempio, il campionato scorso è terminato con la squadra che ha schierato due portieri come giocatori di movimento nell’ultima giornata. O che quest’anno, a un certo punto, i calciatori si sono allenati sul molo di San Vito, mentre le partite casalinghe vengono ospitate a Scerni senza tifosi.
«Il rapporto con la città e con la tifoseria è finito da tempo», ribadiscono Paolini e Ranieri. Di qui l’appello agli attuali proprietari del titolo sportivo: a «evitare di continuare a utilizzare la loro matricola federale da queste parti»; a «trovarsi altre zone e campi»; o quantomeno a «evitare di continuare a utilizzare il nome della nostra città: si eviti ulteriore mortificazione al nome e alla dignità calcistica della nostra Lanciano». Infine: «Ai tifosi assicuriamo», conclude la nota, «che stiamo lavorando, da tempo, in silenzio e senza promesse di sogni, per cercare di stimolare e trovare possibili programmi concreti e di prospettiva».
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