In 39 lasciano il Pantalonificio Altri 57 sperano ma è buio totale

Gissi, anche nel secondo vertice a Roma l’azienda tessile ha ribadito la cessazione dell’attività I sindacati: «Lotteremo fino all’ultimo giorno utile per scongiurare che gli operai restino a casa»
GISSI. Sono 39 i lavoratori del Pantalonificio d’Abruzzo che hanno accettato l’offerta di 10.000 euro lordi per lasciare l’azienda e chiudere definitivamente il rapporto di lavoro, fatta eccezione per il godimento del periodo di mobilità che varia da 24 a 12 mesi a seconda dell’età, e l’accreditamento del Tfr già maturato. Per altri 57 lavoratori che hanno rifiutato la proposta il futuro è buio. L’azienda non torna sui propri passi e ribadisce la chiusura della fabbrica. I rappresentanti sindacali hanno chiesto al ministero una via d’uscita. «Lotteremo fino al 75°é giorno a disposizione per evitare a queste persone di restare dopo tanti anni di lavoro senza nulla», hanno sottolineato, Giuseppe Rucci (Cgil), Claudio Musacchio (Uil) e Francesco Di Nisio (Cisl).
Ieri nella sede della Cisl di corso Mazzini a Vasto i sindacalisti lo hanno ripetuto ai lavoratori riuniti in assemblea dopo aver fatto il punto della situazione. Situazione che è in itinere. L’8 giugno, infatti, è in programma un nuovo incontro alla Regione e dopo qualche giorno un’altra trasferta a Roma.
Il Pantalonificio d’Abruzzo del Gruppo Canali, azienda del settore tessile ha avviato il 9 maggio la procedura di cessazione di attività nello stabilimento dell’area industriale della Val Sinello. Nel corso del faccia a faccia di lunedì scorso a Roma alla presenza dei funzionari del ministero, i responsabili del Gruppo Canali hanno confermato il proprio orientamento di chiusura del Pantalonificio, sulla base delle difficoltà del mercato e degli ordinativi che mancano. Trentanove dipendenti hanno deciso di accettare l’incentivo di 10.000 euro e di andare via. Altri 57 dipedenti hanno ora a disposizione 6.000 euro se accolgono l’intesa in tempo. Con il passare dei giorni l’incentivo si riduce fino ad essere azzerato a fine luglio. Al 75° giorno potrà definitivamente considerare chiusa l’esperienza del Pantalonificio a Gissi. Le parti restano impegnate a verificare la possibilità di soluzioni alternative che tuttavia sembrano sempre più lontane.
Alla riunione al ministero, hanno partecipato rappresentanti regionali, il sindaco di Gissi Agostino Chieffo, i sindacati e rappresentanti di Confindustria Chieti-Pescara. «Fino fine luglio continueremo a lottare per i 57 lavoratori che non hanno accettato la transazione», hanno insistito i sindacati. Sta di fatto che molti interpretano la chiusura del Pantalonificio come il tramonto dell’era industriale in Val Sinello. «Un pezzetto alla volta, spariscono tutte le attività. Di questo passo resteranno solo capannoni-deposito», ha commentato ieri qualche lavoratore puntando il dito contro la classe politica giudicata poco battagliera. (p.c.)
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