In casa cocaina, munizioni da guerra e assegni da 3,9 milioni di euro: arrestato

30 Aprile 2024

Domenico Di Sciascio, 47 anni, finisce ai domiciliari col braccialetto elettronico dopo l’operazione della guardia di finanza Ora s’indaga sui titoli di credito e su un quaderno con le cifre dello spaccio. L’uomo rimane in silenzio davanti al giudice

ORSOGNA. In casa, in un capannone e nell’auto custodiva cocaina, hashish, munizioni per armi da guerra e una serie di assegni dall’importo complessivo ingente: 3,9 milioni di euro. Domenico Di Sciascio, 47 anni, è stato arrestato dalla guardia di finanza di Chieti con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e possesso illegale di proiettili dopo un blitz cominciato a Orsogna, proseguito a Casoli e terminato a Francavilla.
IL MISTERO
Sui titoli di credito sono in corso le indagini delle fiamme gialle: l’ipotesi, inevitabile considerando il contesto in cui è scattato il sequestro, è che siano connessi ad attività illegali. L’uomo, nativo di Guardiagrele, si trova ai domiciliari nel suo appartamento a pochi passi dal mare: il giudice Luca De Ninis, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giuseppe Falasca, ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare con l’applicazione del braccialetto elettronico, ritenendo concreto, attuale e intenso il pericolo di reiterazione di condotte analoghe. Nell’udienza di ieri mattina l’indagato, difeso dall’avvocato Sara Muratore, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Dunque, resta il mistero degli assegni: gli inquirenti dovranno valutare la sussistenza di eventuali ulteriori reati, a partire dal riciclaggio.
FERMATO IN STRADA
L’operazione è scattata sabato, quando l’uomo – a bordo della sua Alfa Romeo Stelvio – è stato fermato in strada dal nucleo di polizia economico-finanziaria. Alla vista degli investigatori, ha cercato di disfarsi invano della parte più consistente dello stupefacente, ovvero oltre 60 grammi di cocaina. Dalla successiva perquisizione è emerso che aveva addosso circa 6 grammi della stessa sostanza.
LE PERQUiSIZIONI
Le verifiche si sono poi spostate a un capannone nella sua disponibilità, che si trova a Casoli, dove erano conservati altri 15 grammi di cocaina, 25 grammi di hashish, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. I finanzieri hanno quindi passato al setaccio anche l’appartamento di Francavilla, in cui l’uomo ha dichiarato di vivere da solo. A catturare l’attenzione dei militari non sono stati tanto gli ulteriori 3 grammi di cocaina rinvenuti, quanto i numerosi assegni con cifre ragguardevoli: la maggior parte erano intestati a lui e uno è risultato post-datato. È scontato che da qui si svilupperà un nuovo filone investigativo per scoprire la ragione per la quale Di Sciaccio – rimasto a bocca completamente chiusa davanti al giudice – era in possesso dei titoli di credito. Approfondimenti ci saranno anche in relazione a un quaderno in cui sono riportate cifre legate all’attività di spaccio e che, per l’accusa, dimostrano la rilevanza degli affari illeciti portati avanti dall’indagato.
LA SCOPERTA CHOC
L’ultima, inquietante scoperta – sempre nell’abitazione di Francavilla – è stata quella di una decina di cartucce per armi da guerra e comuni da sparo. E adesso l’inchiesta è destinata ad allargarsi.
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