Ingiurie su Facebook ai politici: un medico rischia la condanna

8 Maggio 2022

La procura chiede una pena di 4 mesi per un dottore: sotto accusa le frasi a Pupillo e Di Giuseppantonio La difesa: «Nessuna diffamazione, solo diritto di critica». L’udienza aggiornata al marzo del 2023

LANCIANO. «Con le frasi ingiuriose sul web ha leso la reputazione dell’ex sindaco ed ex presidente della Provincia Mario Pupillo e del sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio. Fabio Mauri, medico specialista frentano, accusato di diffamazione aggravata a mezzo social e minacce verso i due politici va condannato a 4 mesi di reclusione». È la richiesta della Procura di Lanciano nel processo che vede imputato il dottor Mauri, reo di aver offeso Pupillo, difeso dall’avvocato Matteo Benedetti, e Di Giuseppantonio, rappresentato dall’avvocato Paolo Sisti. In base alle accuse il medico sui social avrebbe criticato con parole offensive Pupillo, in particolare per le condizioni delle strade. «Mario», ha scritto il medico nel 2018 sulla sua pagina Facebook, «ormai la tua idiozia è mondiale... quando ti incontrerò ti tirerò uno schiaffo per ogni buca stradale che (...) avete lasciato». Poi altre offese personali e politiche, fino al post in cui ha tirato in ballo anche altri e in particolare Di Giuseppantonio, e al post in cui li ha minacciati di morte. Per questo la procura, e poi i legali Sisti e Benedetti, hanno chiesto la condanna del medico, mentre l’avvocato Errico Sacco, che difende Mauri, ha chiesto l’assoluzione parlando anche del diritto di critica. Alla fine il giudice monocratico ha rinviato per le repliche e la sentenza al 30 marzo 2023. Nessun errore nella data: anche se solitamente repliche e sentenza arrivano a stretto giro dalle richieste del pm, questa volta trascorreranno ben 10 mesi. Giorni e giorni in cui restano nel limbo imputato e persone offese.
Si parla tanto di nuove procedure, di snellire i processi, di accorciare i tempi della giustizia, invece nel tribunale di Lanciano i tempi si stanno dilatando. Molti processi sono ormai instradati verso la prescrizione. Si fa sempre più fatica a rispettare i tempi in quello che era uno dei tribunali più efficienti d’Italia. «La situazione è delicata», spiega la presidente dell’Ordine degli avvocati di Lanciano, Silvana Vassalli, «soprattutto per il nostro tribunale dove mancano dirigenti, cancellieri esperti e c’è un solo giudice togato per il monocratico che ha un carico di lavoro notevole lasciato anche “in eredità” dal precedente magistrato che si è trasferito. Il lavoro con il Covid è anche cresciuto per via dei rinvii che ci sono stati, ma ci sono carenze organiche che rallentano l'attività. Si parlava del rischio della chiusura “di fatto” del presidio, e ci sta andando vicino. Ma la soluzione non è la chiusura del tribunale, bensì trovare il personale per farlo funzionare a pieno regime».