L’astensionismo vince Un teatino su due non è andato a votare

15 Giugno 2015

Affluenza al 50,48%, tra i capoluoghi solo Matera fa meglio Alla Cesarii il montacarichi per i disabili non ha funzionato

CHIETI. Tra una visualizzazione sullo smartphone nella app “meteo Chieti” e uno sguardo ai dati di affluenza forniti dalla prefettura si è consumata la giornata di domenica per i due candidati a sindaco, Umberto Di Primio del centrodestra e Luigi Febo del centrosinistra. E ognuno a modo suo ha cercato di esorcizzare le ore di attesa prima dello scrutinio. Nessuno dei due è sicuro di vincere, entrambi certi che la vittoria si consumerà sul filo di lana. E questo carica l’attesa, a una manciata di ore dal risultato finale, di emozione e di un accavallarsi di pensieri in una giornata che si tenta di trascorrere normalmente.

Il sindaco uscente è andato a votare alle 11, alle scuole Nolli. «Sono tranquillo ma adesso dico sinceramente sto sentendo salire l’emozione. Quello che ho potuto fare l’ho fatto. Nei giorni scorsi in una analisi sui cinque anni di amministrazione mi sono domandato se avessi potuto realizzare di più. Mi sono risposto di no. Per altro ci sarebbe voluta la lampada di Aladino. Se perderò certamente ne guadagnerà la mia qualità di vita, anche in termini di relazioni famigliari, ma certamente ci sarà il rammarico di non aver potuto completare il mio progetto».

«O perderò o vincerò», è l’aforisma di catalaniana memoria di Luigi Febo, che è andato a votare nel seggio di via Campobasso alle 10,30. Lo dice ridendo accorgendosi della ovvietà del concetto, ma aggiunge «è quello che ho pensato solo oggi (ieri). In sei mesi di campagna elettorale non ho pensato a questo. Come sto? Stanco e penso che lo scarto tra vincente e perdente sarà veramente minimo. Si vedrà».

L’affluenza alle urne è stata bassa. Alle 12, i votanti erano 7.291 pari al 16,10%; al primo turno del 31 maggio, alla stessa ora, i votanti erano 9.274 pari al 20,48 per cento. Ancora bassa l’affluenza registrata alle 19: 15.497 coloro che hanno votato per un 34,22% mentre al primo turno i votanti sono stati 22.658 pari al 50,03%. Il dato finale alle 23, è stato del 50,48% contro il 66,44 del primo turno. Comunque è il secondo capoluogo, dopo Matera, dove si è votato di più.

L’analisi è semplice. Non hanno votato i Cinquestelle e parte della sinistra radicale, che non si sentono rappresentati dai candidati, paghi di aver piazzato in consiglio quella che comunque si annuncia un’opposizione intransigente.

Non ci sono stati incidenti. L’unico infortunio si è creato nel seggio della scuola Cesarii con il montacarichi per i disabili che a un certo punto si è rotto. Intanto, reduce dalla promozione in serie A con la Manital Torino, ieri sera è tornato a Chieti l’asso del basket Stefano Mancinelli, carissimo amico di Alessandro Marzoli, il più votato alla prima tornata della squadra di Febo.

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