L’opposizione: «Zero trasparenza sui gettoni destinati ai bisognosi»

I consiglieri comunali Pompilio, Di Iorio e Costa hanno chiesto l’annullamento della delibera: «Dall’amministrazione solo confusione, va aperto un conto sul quale far confluire tutte le somme»
CHIETI. In Comune tiene banco la lite sui soldi dei consiglieri da dare in beneficenza. Nel 2020 i consiglieri, all’unanimità, avevano deciso di destinare un parte del gettone di presenza per scopi sociali. Ora, però, i consiglieri di opposizione, con l’astensione dei colleghi di maggioranza del gruppo civico, hanno chiesto di cancellare quella decisione.
Il gettone di presenza dei consiglieri ammonta a 92 euro, circa 12 euro vanno in beneficenza ogni volta che il gettone viene percepito in caso di partecipazione alle commissioni o al consiglio comunale. Complessivamente si tratta di circa 100mila euro. Solo che a un certo punto non si è più capito dove sono finiti quei fondi. E così diversi consiglieri hanno iniziato a chiedere conto di quei soldi sino ad arrivare alla commissione di due giorni fa in cui hanno deciso di revocare la delibera. A favore della revoca hanno votato i consiglieri d’opposizione, con l'eccezione di Mario De Lio e Giampiero Riccardo che si sono astenuti insieme al gruppo civico. Tre consiglieri d’opposizione hanno deciso di spiegare la loro posizione: si tratta di Serena Pompilio (Azione politica), Bruno Di Iorio (lista Di Iorio sindaco) e Maurizio Costa (Forza Chieti). «Per fare chiarezza, per evitare le inevitabili speculazioni politiche», dicono, «e soprattutto per rendere edotta l’opinione pubblica di come questa amministrazione abbia gestito uno slancio umanitario verso il sociale con una tassazione sui gettoni di presenza che invece così non è stato. Non hanno saputo gestire neanche la beneficenza. Abbiamo l’obbligo morale di rimarcare che da ormai più di un anno avevamo fatto richiesta di conoscere dove siano finiti i fondi per il sociale e, soprattutto, se anche gli assessori avevano versato le quote spettanti. L’assessore Tiziana Della Penna si era trincerata nel non rispondere sulla giunta facendo riferimento a motivi di privacy. In ultimo si è appreso che le quote regolarmente versate dai consiglieri sono finite nel calderone di “spese indefinite”. Una distrazione di fondi operata unilateralmente e non si sa a chi. Da qui la richiesta di ritirare una delibera disattesa e che invece è servita a qualcuno che, per motivi che non conosciamo, ha speculato sul sociale. La nostra proposta è di aprire un conto finalizzato trasparente e accessibile ai cittadini dove le nostre quote possano confluire realmente per il sociale. Ad oggi così non è stato e rintaniamo che ci sia materiale sufficiente per appurare eventuali reati da parte degli organi preposti».
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