L’università a tutela dei minori: nasce una rete contro gli abusi

Firmato il protocollo d’intesa: Regione, Coni ed enti locali hanno aderito all’iniziativa della d’Annunzio L’accordo prevede l’adozione di un codice etico per proteggere gli adolescenti dai dieci ai sedici anni
CHIETI. Niente più violenza sui minori in ambito sportivo: i luoghi dello sport devono essere luoghi sicuri per i più piccoli. Su impulso dell’università d’Annunzio nasce una rete per il contrasto a tutta una serie di abusi: dai piccoli fenomeni di bullismo ai gravi casi di violenza, nei confronti di chi non ha ancora raggiunto la maggiore età. La fascia d’età focus del progetto è quella che va dai 10 ai 16 anni. L’iniziativa si chiama “Safe place safe play”, è partita ad aprile scorso ed è stata presentata ieri mattina nel rettorato dell’università dalla docente che lo ha promosso, Maria Verrocchio, ordinario di psicologia clinica alla d’Annunzio. La rete si è concretizzata con la firma del protocollo d’intesa di ieri mattina. A siglare l’accordo, oltre a Verrocchio per l’ateneo, sono stati l’assessore regionale alla sanità, alla famiglia e alle pari opportunità, Nicoletta Verì, l’assessore regionale alle politiche sociali Pietro Quaresimale, la garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza Maria Concetta Falivene, la presidente del tribunale dei minorenni Cecilia Angrisano, il procuratore aggiunto di Pescara Anna Rita Mantini, in nome del gruppo antiviolenza della procura di Pescara, il presidente del Coni Abruzzo Enzo Imbastaro, il presidente regionale dell’Ordine degli psicologi Enrico Perilli e i rappresentanti delle associazioni Focolare Maria Regina onlus e L’angelo custode, suor Pina Martella e Paolo Pichelli. La rete ha come obiettivo la creazione di un codice etico e di condotta e di un documento di intenti per evitare il ripetersi di situazioni che «non tante volte ma, comunque, qualche volta capitano», come ha dovuto rilevare Imbastaro. Tutti gli enti che hanno dato vita alla rete dovranno poi impegnarsi nel veicolare il codice etico negli ambienti sportivi e nel sensibilizzare al contrasto di questo tipo di fenomeno. Anche semplicemente, è stato sottolineato, attenuando la violenza verbale spesso utilizzata in ambito sportivo. La rete non è chiusa, ma è aperta a quanti vogliano dare il proprio contributo. L’università d’Annunzio, in quanto coordinatore del progetto, attiverà anche in via sperimentale e nell’ambito delle attività del laboratorio di Psicologia clinica un focal point, supportando le società sportive delle province di Chieti e Pescara in materia di prevenzione, segnalazione e intervento. Le società sapranno così cosa fare per prevenire il fenomeno, come effettuare una procedura di segnalazione e come intervenire.
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