La Asl con tetto in eternit davanti all’asilo nido

6 Novembre 2016

Protestano i residenti nella palazzina di fianco al Centro di salute mentale «Vogliamo risposte dal sindaco e dal direttore dell’Azienda sanitaria»

CHIETI. Una copertura di eternit a pochi passi dall’asilo di viale Amendola. Nelle belle giornate i bambini giocano sul tetto, a pochi metri in linea d’aria da quello del Centro igiene mentale della Asl, ricoperto di pericolosissimo amianto. A dare l’allarme sono gli inquilini del condominio di viale Amendola 41, che si trova a fianco alla sede del Cim che ora si chiama Centro di salute mentale (Csm).

«Il problema dell’eternit è emerso proprio in occasione dei lavori condominiali che stiamo portando avanti», dice Federico Gallucci, uno dei condomini, «e per questo abbiamo chiamato il dottor Diego Ferrara in qualità di vicepresidente della commissione comunale sulla sanità e soprattutto di medico, che ci ha spiegato i rischi a cui andiamo incontro». Che sono essenzialmente di tre tipi: «C’è l’asbestosi», spiega Ferrara, «che consiste in un processo di cicatrizzazione dell’apparato bronchiale polmonare e conduce a una fibrosi, ovvero a una insufficienza respiratoria, oppure il cancro del polmone o, infine, quello della pleura, il mesotelioma. La pericolosità dell’amianto dipende dalla dispersione di piccolissime particelle di silice che penetrano nell’apparato respiratorio».

Lucio Natale abita al sesto piano del condominio dal 1983. Il suo balcone dà proprio sul tetto dell’edificio della Asl: «Ho iniziato a lamentarmi una decina di anni fa», dice, «quando ci fu un sopralluogo occasionale dei vigili del fuoco che mi chiesero come facevano a tollerare una situazione del genere, con l’amianto sotto il naso. Mi rivolsi alla Asl e mi disse che la situazione era in sicurezza, perché sul tetto era stata stesa una vernice incollante che avrebbe dovuto evitare la dispersione delle particelle».«Nel frattempo», continua Gallucci, «chissà che cosa ne è stato di quella vernice. E intanto, non più di due mesi fa, un anziano condomino è morto di tumore ai polmoni». Sarà stato pure un caso, ma i residenti si sono allarmati. E hanno deciso di farsi sentire, predisponendo una segnalazione ai Nas, alla Asl e alla Procura. «Vogliamo interessare anche il Comune», dice Gallucci, «non per fare un intervento politico ma perché si muova anche il sindaco Umberto Di Primio nella sua qualità di responsabile della salute pubblica, sindaco che sappiamo essere molto sensibile a questo tipo di problematiche. Dalla Asl e dal suo direttore generale Pasquale Flacco vogliamo, invece, risposte. Vogliamo sapere se la copertura della struttura è in eternit, così come ci sembra. E se è così vogliamo che si dia da fare per rimuoverla. Non vorremmo essere costretti ad assistere al paradosso del controllore che non controlla se stesso, sia in qualità di proprietario che in qualità di ente deputato a questo tipo di controlli». (a.i.)