La casula torna a Lanciano, anteprima alla fiera del sacro

15 Ottobre 2016

LANCIANO. La Casula di Lanciano torna finalmente a casa, all’interno delle stanze del Museo diocesano della città del Miracolo Eucaristico. Lo ha annunciato don Antonio Di Lorenzo, vicario della...

LANCIANO. La Casula di Lanciano torna finalmente a casa, all’interno delle stanze del Museo diocesano della città del Miracolo Eucaristico. Lo ha annunciato don Antonio Di Lorenzo, vicario della Diocesi Lanciano-Ortona, in occasione della presentazione delle Nundinae, la fiera dell’arte sacra e dei mestieri, di scena i prossimi 23 e 24 ottobre nei padiglioni di Lancianofiera. Il prezioso manufatto tessile medievale, scoperto in modo del tutto casuale nel gennaio 2014, nascosto all’interno di un foro del paramento interno della torre detta “della Candelora”, è stato restaurato da Tiziana Benzi (Studio restauro conservazione tessile di Piacenza) sotto la supervisione di Lucia Arbace, direttrice del Polo museale d’Abruzzo. Il ritorno di questa veste liturgica del XIV secolo rientra nel programma biennale di restauri di opere d’arte “Restituzioni - Tesori d’arte restaurati” che ha previsto la mostra nelle Gallerie d’Italia a Milano di opere di Rubens, Caravaggio, Perugino, Lotto e altri 140 capolavori restaurati, tra cui il manufatto rinvenuto a Lanciano nell’antico campanile della chiesa di San Giovanni Battista nel corso di lavori di manutenzione e restauro. La casula, che correttamente dovrebbe essere chiamata “pianeta”, indumento sacerdoziale conosciuto in Italia fin dal Medioevo, è di notevole interesse storico e artistico e si presenta di colore azzurro (originariamente blu indaco), colore che era riservato esclusivamente alle feste mariane, all’Ascensione del Signore e alla solennità di Tutti i Santi. Verrà presentata nel corso della fiera Nundinae, lunedì 24 ottobre alle 16 nella sala convegni del Padiglione 2.

A raccontare e descrivere il prezioso indumento liturgico saranno l’architetto Vittorio Renzetti, la dottoressa Arbace e i relatori Ada Giarrocco e Domenico Maria Del Bello, la restauratrice Tiziana Benzi e lo studioso Giovanni Villano. «Grazie al meticoloso e prudente restauro», scrive Villano nella presentazione del progetto, «la veste liturgica, recuperata in uno stato di conservazione davvero precario, ha riguadagnato la sua consistenza materica e l’originale, aulico splendore, offuscato dal tempo». «Lanciano è ricchissima di capolavori», sottolinea don Antonio Di Lorenzo, «e questa fiera valorizza l’arte e i mestieri che hanno per oggetto il sacro e l’arte come espressioni di bellezza e di valori. Ogni forma di arte è anche comunicazione e quella sacra ha un valore aggiunto. Nundinae favorisce un cammino di conoscenza e di condivisione. La casula è solo uno dei tantissimi oggetti preziosi di testimonianza cristiana a Lanciano, ma salutiamo il suo ritorno con molta soddisfazione». (d.d.l.)

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