La città evita per ora la zona rossa ma il numero dei contagiati è alto

L’incidenza settimanale sfiora i 250 casi per 100mila abitanti che per i decreti significa restrizioni Il sindaco Pupillo: «Siamo in bilico anche se ieri ci sono stati 19 guariti. Restiamo osservati speciali»
LANCIANO. Scampata, per ora, la zona rossa. In bilico fino all’ultimo minuto per via dell’incidenza settimanale dei casi che hanno sfiorato i 250 per 100mila abitanti che per il decreto Draghi significa zona rossa, Lanciano respira. E lo fa al termine della riunione dell’unità di crisi regionale, anticipata a ieri sera perchè oggi arriva in Abruzzo il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario delegato al Covid. Ma non significa che la situazione è idilliaca. Anzi. La città dalle riaperture della zona gialla del 26 aprile è quella con il maggior numero di casi in tutta la Regione: 127. Un numero che stacca di netto tutti gli altri Comuni. La seconda classificata è infatti Teramo con 71 casi dal 26 aprile a ieri. Ma è in generale l’intera area frentana ad aver segnato un aumento dei contagi preoccupante.
«Con altri 11 positivi ieri», dice il sindaco Mario Pupillo, «arriviamo a 75 contagiati in una settimana, ossia un’incidenza settimanale di poco sotto i 250 casi per 100mila abitanti che ci farebbero sprofondare nella zona rossa. Significa che siamo in bilico. Anche se ieri finalmente abbiamo contato 19 guariti, un numero che mancava da giorni, restiamo osservati speciali da parte di Asl e Regione. E l'unità di crisi ieri lo ha ribadito. Ora sta a noi cittadini rispettare le regole ed evitare che tutti i sacrifici fatti finora, le chiusure di febbraio e marzo vadano perse. Le attività hanno da poco riaperto non sopporterebbero una nuova chiusura per non meno di 14 giorni. Le regole da seguire sono semplici: distanziamento, uso delle mascherine e igienizzazione delle mani. Basta un minimo di attenzione per evitare conseguenze nefaste. Lanciano ha pagato già tanto: 85 vittime dall’inizio della pandemia, oltre 1.800 contagiati soprattutto tra le residenze anziani (4 quelle colpite), attività chiuse. Ognuno deve essere responsabile delle proprie azioni per evitare il contagio e in quanto ai controlli ci sono, ho anche chiesto alle forze dell’ordine di rafforzarli, ma non si può militarizzare la città».
Maggiore responsabilità si chiede anche agli stessi esercenti nel “controllare” i clienti per evitare assembramenti. Il Covid poi gira tra le famiglie e nelle scuole. Il sindaco, con l’assessore all’istruzione Giacinto Verna oggi torna ad incontrare i presidi dei 4 istituti comprensivi cittadini. «I dirigenti li abbiamo incontrati anche mercoledì e gli uffici sono in contatto con le scuole da febbraio», precisa Pupillo, «per monitorare la situazione che vede diversi alunni positivi e 7 classi in quarantena. Un rapporto costante per evitare l’insorgere di focolai, che fortunatamente non ci sono».
Senso di responsabilità dei cittadini, controlli e monitoraggi per evitare quindi la zona rossa, mai così vicina. A metà aprile si era scesi fino a 131 casi, ci si ritrova oggi sui 200 e gli occhi puntati addosso di Asl e Regione.
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