La famiglia dem si ingrandisce: “Sinistra per Vasto” verso il Pd

11 Ottobre 2024

In vista del congresso cittadino l’assessore Cianci pronta ad aderire con il consigliere Del Viscio e Testa La conferma dal segretario provinciale Marongiu: «Ha mostrato interesse, le porte sono spalancate»

VASTO . Paola Cianci, assessore comunale della lista civica “Sinistra per Vasto”, sarebbe in procinto di fare ingresso nel Partito democratico. E non sarebbe sola: a farle compagnia potrebbero esserci altri esponenti della compagine civica che alle elezioni amministrative del 2021 ha sostenuto la riconferma del sindaco Francesco Menna. Primo fra tutti il consigliere comunale e coordinatore cittadino di “Sinistra per Vasto” Francesco Del Viscio, ma della partita potrebbe essere anche Mario Enrico Testa. Cianci, che il 24 settembre scorso è stata eletta alla presidenza della nuova associazione politico-culturale “25 aprile Abruzzo progressista”, ha da alcuni mesi instaurato una fitta interlocuzione con i vertici provinciale e regionale del Partito democratico, oltre che con quelli locali.
La conferma arriva proprio da Leo Marongiu, coordinatore del Pd della provincia di Chieti: «L’assessore Cianci ha mostrato interesse ad una eventuale adesione al Pd», dice Marongiu, «con l’apertura della fase congressuale nel mese di novembre, che interesserà il 90% dei circoli cittadini, ci sarà l’opportunità, per chi è interessato, di aderire. Per quanto mi riguarda le porte sono spalancate: il Pd deve essere un partito inclusivo». Il congresso cittadino è particolarmente atteso a Vasto, dove a tenere le redini del circolo è Simone Lembo, a suo tempo dimissionario, che deve fare i conti con una serie di malumori interni. Risale a qualche giorno fa la notizia delle dimissioni di un esponente storico, l’avvocato Fabio Giangiacomo, che è uscito dal direttivo del Pd, comunicando le sue dimissioni irrevocabili al segretario cittadino Lembo, al coordinatore regionale Daniele Marinelli e ai parlamentari Luciano D’Alfonso e Michele Fina.
Le ragioni, alla base di tale decisione, che sembra covasse da tempo, sono prettamente politiche e hanno a che fare, come lo stesso Giangiacomo conferma, con la gestione del partito a livello locale. Tra l’altro le dimissioni dal direttivo di Giangiacomo (che in ogni caso resta nel Pd), sono arrivate all’indomani della notizia, anticipata dal Centro, della ormai imminente nomina a direttore generale del Civeta di Manuele Marcovecchio (Forza Italia). L’ex consigliere regionale e presidente della seconda commissione, è risultato primo della graduatoria nell’ambito della procedura concorsuale attivata dalla società di capitali, in procinto di tornare ad essere Consorzio per non perdere i fondi del Pnrr, pari a 35 milioni di euro. Ma non sarebbe l’unica motivazione. Giangiacomo fa parte di quel gruppo del Pd che alle primarie del partito ha votato per Elly Schlein e che, in questi mesi, ha manifestato a più riprese un forte malumore.
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