La festa della Liberazione con i patrioti della Maiella

Taranta Peligna: autorità, famiglie e bambini alle celebrazioni del 25 aprile Assenti i rappresentanti dell’Anpi. Poi i cortei a Torricella e Gessopalena
TARANTA PELIGNA. C’erano tutti, o quasi, alla manifestazione sui 70 anni della Liberazione svoltasi ieri mattina al sacrario di guerra della Brigata Maiella a Taranta ed organizzata dalla Fondazione Brigata Maiella con la presenza del suo presidente, Nicola Mattoscio, che ha fatto gli onori di casa a Giovanni Legnini, vicepresidente Csm, Luciano D’Alfonso, presidente della Regione, i sindaci dell’Aventino, pochissimi ex-partigiani tra i quali Antonio Rullo dell’Associazione Brigata Maiella, i figli di Ettore Troilo, Nicola e Carlo, e una marea di gente giovane e meno giovane con i fazzoletti tricolori al collo in segno di partecipazione all’evento e di simpatia e condivisione della storia dei patrioti maiellini. Mancava l’Anpi.
Un sole cocente e implacabile ha picchiato sull’intera manifestazione, aperta da un picchetto militare cui ha fatto seguito il corteo con a capo due partigiani che hanno deposto una corona di fiori nel Sacrario, di cui l’anno prossimo, ha ricordato il sindaco di Taranta, Marcello Di Martino, ricorrono i 40 dell’edificazione.
Tra i discorsi ufficiali una ragazza, invitata da Mattoscio, ha letto una pagina di ricordo riguardante un ragazzo ebreo di 16 anni, Oscar Fuà, caduto a Brisighella tra le fila della Maiella dopo che la sua famiglia era stata sterminata dai tedeschi. Legnini ha parlato di continuità delle vite dei ventenni di allora con quelli di oggi, rileggendo l’articolo 3 della Costituzione, coniugata con il valore dell’accoglienza, così attuale oggi, data dalle famiglie abruzzesi ai fuggiaschi alleati. Parole riprese da D’Alfonso che ha ricordato la lapide ad Ettore Troilo murata lo scorso anno alla prefettura di Milano, riconoscimento tardivo a un abruzzese valoroso e discreto.
Mattoscio, invece, ha rimarcato le gratificazioni ufficiali finalmente elargite alla Brigata Maiella, l’ultima di pochi giorni fa dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, durante un a cerimonia a Montecitorio.
Nel pomeriggio si è svolta la tradizionale marcia degli sfollati da Torricella Peligna a Sant’Agata di Gessopalena, dove sono ancora visibili le mura delle masserie dentro cui vennero trucidati 42 sfollati di Torricella. Nel tardo pomeriggio la marcia si è diretta al paese vecchio di Gessopalena, Comune medaglia d’oro al valor civile, dove ha parlato la deputata Irene Manzi, cui ha fatto seguito una lettura pubblica, reading, operata da alcuni giovani della biblioteca comunale “Persiani”, riguardante alcune pubblicazioni sulla “guerra in casa” d’Abruzzo e sul dovere morale dell’accoglienza e della Resistenza. A Gesopalena è intervenuto anche il deputato di Sel, Gianni Melilla.
Gino Melchiorre
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