La Finanza scopre 26 evasori totali e 63 ladri del reddito di cittadinanza

Il colonnello Fiore: «La lotta alla criminalità economica è proseguita con efficacia nonostante il Covid» Incastrati i furbetti che dichiaravano di essere bisognosi, ma in realtà avevano ville e auto di lusso
CHIETI. Dai 26 evasori totali scoperti in poco più di un anno fino agli arresti per corruzione in ospedale, passando per la caccia ai furbetti del reddito di cittadinanza. Il bilancio della guardia di finanza di Chieti racconta allo stesso tempo la grande attività portata avanti dalle fiamme gialle da gennaio del 2020 a maggio di quest’anno, ma anche una provincia in cui la criminalità economico-finanziaria continua a rappresentare una minaccia nonostante il Covid. Il colonnello Serafino Fiore, comandante provinciale, chiarisce subito: «A dispetto della pandemia e dell’emergenza sanitaria che ha assorbito, come è giusto che fosse, molte risorse per contrastare la diffusione del virus e per far rispettare le misure di contenimento adottate dal governo, la nostra azione nel perseguimento dei principali obiettivi della missione istituzionale è comunque proseguita con grande efficacia. I risultati ottenuti ed il rilevante importo della ricchezza evasa scoperta ne sono una chiara testimonianza».
I NUMERI Sono 1.028 gli interventi conclusi dai reparti della finanza teatina, come è emerso nel corso della festa per i 247 anni della fondazione del Corpo che si è tenuta nella caserma Tacconelli. Sono state denunciate 64 persone per reati fiscali, principalmente per emissione e utilizzo di fatture false, dichiarazioni fraudolente e occultamento delle scritture contabili. La maggiore base imponibile accertata è stata di oltre 166 milioni di euro per le imposte dirette e oltre 75 milioni di euro per l’Iva, un dato rilevante per l’economia del Chietino. Sono stati scovati 26 evasori totali e multati 22 datori di lavoro per aver impiegato 119 lavoratori in nero o irregolari. Ammontano complessivamente ad oltre 46 milioni le frodi all'Iva, cosiddette «frodi carosello», scoperte nel settore della commercializzazione e distribuzione dei carburanti. Inoltre sono state eseguite 12 indagini finanziarie che hanno permesso di recuperare a tassazione oltre 89 milioni di euro e sono stati effettuati sequestri patrimoniali per reati fiscali per oltre 41 milioni di euro.
LE TRUFFE Le frodi ai danni del bilancio nazionale e comunitario ammontano ad oltre 140.000 euro, mentre si attestano intorno a 1.482.374 euro quelle nel comparto della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria e dell’anticorruzione, con 77 persone denunciate. Sono 63 le persone finite nei guai perché percepivano il reddito di cittadinanza senza averne diritto. Nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria, sono state 584 le attività ispettive condotte allo scopo di individuare le diverse forme di infiltrazione e gli interessi finanziari, economici e imprenditoriali della criminalità, anche attraverso l’approfondimento delle 119 segnalazioni di operazioni sospette.
IL COMANDANTE «Sono molto orgoglioso del lavoro svolto dai miei militari», prosegue il colonnello Fiore, «che ha posto in risalto e confermato il ruolo di specificità del Corpo quale polizia economico-finanziaria e di concorso nel mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, in piena sinergia con le altre forze di polizia e in stretta aderenza alle direttive di volta in volta emanate dalla Prefettura e dalle varie Procure». L’operazione che ha avuto maggiore risonanza è stata “Cuore aperto”, che ha svelato un giro di corruzione nel reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale di Chieti. L’operazione “Clean Hair”, invece, ha riguardato la scoperta una maxi evasione fiscale e contributiva architettata da una cooperativa di lavoro: l’evasione fiscale è stata quantificata in oltre 2 milioni di euro ed è stato accertato che la cooperativa aveva impiegato 52 lavoratori, dei quali 24 in nero e 28 irregolari, con le qualifiche di parrucchieri, estetista e addetti alla reception, sottraendosi al pagamento dei contributi erariali, previdenziali e assicurativi.
FRODE DEI CARBURANTI «Un altro settore sul quale abbiamo concentrato la nostra attenzione», aggiunge il comandante provinciale delle fiamme gialle, «è quello della commercializzazione e distribuzione di carburanti. Abbiamo individuato una società di capitali che si è resa responsabile di una rilevante frode all’Iva. La base imponibile sottratta al fisco è stata di 56 milioni di euro, mentre è di oltre 41 milioni di euro la maggiore imposta all’Iva rilevata. Oltre 177 milioni, invece, è il valore delle operazioni riconosciute inesistenti».
I FURBETTI «È stato notevole», continua il colonnello Fiore, «anche l’impegno sul reddito di cittadinanza, che ha visto i nostri reparti costantemente impegnati nell’esaminare tutte quelle condotte che potevano mettere a rischio la legalità e la trasparenza che connotano l’attività della pubblica amministrazione con conseguenze negative sulla fiducia e affidamento della cittadinanza. Le irregolarità scoperte, di concerto con l’Inps, hanno riguardato per la maggior parte casi su discordanze tra la situazione economica o patrimoniale auto-dichiarata nella domanda per ottenere il beneficio e quella effettiva; certificazioni Isee non veritiere; dipendenti che lavoravano in nero e dichiaravano lo stato di disoccupazione; possessori di immobili e di automobili di lusso o che dichiaravano fittizie separazioni dal coniuge. C’è anche chi ha presentato false dichiarazioni di residenza per non indicare redditi o proprietà del proprio nucleo familiare».
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