La lotta ai morosi: dal 2015 al 2017 i dati di recupero crediti in ascesa
CHIETI. Dal 2015 ad oggi i dati sulla riscossione coattiva sono in forte crescita. Al sindaco Umberto Di Primio che, nel mirino dei revisori del conti, non può far altro che dire che il problema...
CHIETI. Dal 2015 ad oggi i dati sulla riscossione coattiva sono in forte crescita. Al sindaco Umberto Di Primio che, nel mirino dei revisori del conti, non può far altro che dire che il problema delle mancate entrate è dovuto all’incapacità di riscuotere il dovuto da parte della propria società pubblica, Teateservizi replica con i dati degli ultimi tre anni. Tutti in forte crescita. «Nel 2015 la riscossione coattiva ammontava a 600mila euro», dice il direttore Antonio Barbone, «nel 2016 è aumentata del 60% e si è fermata a circa un milione. Nel 2017 è aumentata del 30%, con 1 milione e 300mila eurodi recupero». Per riscossione coattiva si intende tutte quelle azioni messe in campo per riscuotere le tasse non pagate. Il recupero parte con un sollecito, poi arriva la fase dell’ingiunzione fiscale, poi partono le azioni cautelari e le procedure esecutive previste dal dpr 602/73, vale a dire il preavviso di fermo, il fermo amministrativo dei beni mobili (auto e moto), il pignoramento presso terzi dello stipendio (un decimo o un quinto), della pensione (non oltre la fascia di salvaguardia), di conti correnti bancari, fitti e pigioni. Con la prima fase della riscossione coattiva, quella dell’ingiunzione fiscale, Teateservizi riesce a recuperare il 20% di quello che i contribuenti non hanno pagato, mentre l’Agenzia delle Entrate ne recupera solo il 12%. Nonostante i buoni risultati, Teateservizi intensificherà ancora di più questa fase.

