La minoranza in piazza per salvare l’ospedale

19 Marzo 2017

Manifestazione in difesa del Santissima Immacolata di Guardiagrele Tra la folla i sindaci del territorio contrari al declassamento della struttura

Una grande manifestazione, a Guardiagrele, per dire no alla riconversione dell’ospedale Santissima Immacolata. È quella che si è svolta ieri, promossa dai gruppi consiliari di opposizione “Progetto per Guardiagrele” e “Insieme si può”. Alle 10.30, davanti alla struttura ospedaliera, i capigruppo delle due liste di minoranza Donatello Di Prinzio e Franco Caramanico, alla presenza di alcuni sindaci dei paesi del comprensorio e di numerosi cittadini, hanno illustrato i motivi alla base della loro iniziativa. «Abbiamo organizzato insieme questa manifestazione», ha spiegato Di Prinzio, «per dare risalto a un problema che non investe solo Guardiagrele, ma un territorio che comprende circa 44.000 abitanti. Attualmente in questa struttura», ha continuato Di Prinzio, «si sta procedendo all’apertura dell’Ospedale di comunità con 20 posti letto, ma nessuno spiega, però, che questo è solo un servizio gestito dai medici di base per assicurare prestazioni simili a quelle domiciliari, e che si vuole garantire con la presenza h 24 di una sola infermiera. La definizione ospedale di comunità, quindi, è fuorviante, perché questo servizio, non ha nulla a che vedere con un vero ospedale». Di Prinzio, dopo aver ricordato tutti i servizi spariti dalla struttura ospedaliera guardiese, come i reparti psichiatria, geriatria, lungodegenza, medicina, oltre al laboratorio analisi e al pronto soccorso, ha puntato l’indice contro l’amministrazione comunale. «Ormai», - ha osservato, «sono oltre due anni che il sindaco Simone Dal Pozzo non parla più di sanità e del nostro ospedale». Franco Caramanico ha poi evidenziato che per il nosocomio guardiese si parla tanto di 80 posti letto, ma nessuno specifica che non si tratta di posti ospedalieri per acuti, ma solo per malati cronici, tipo casa di riposo. «Quando si parla inoltre di punto di primo intervento», ha aggiunto Caramanico, «dobbiamo precisare chiaramente che questo non ha nulla a che vedere con il servizio e l’organizzazione del vecchio pronto soccorso». Il capogruppo di “Insieme si può” ha poi ricordato che in altre località come come Penne, Popoli, Sulmona e Atessa i sindaci e i cittadini hanno contestano il piano di riconversione sanitaria, scendendo in piazza, mentre a Guardiagrele il sindaco Dal Pozzo, ha preferito tacere. «Ora», ha infine concluso Caramanico, «ci auguriamo che la comunità guardiese riscopra lo spirito di fare squadra, e che i sindaci del territorio, abbandonando le appartenenze politiche, si facciano sentire remando nella stessa direzione, avendo come obiettivo comune la salvezza del nostro ospedale ».

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