La pistola trovata sotto il materasso E parte la caccia agli affari via chat

1 Settembre 2024

Christian Di Tella, 39 anni, è stato arrestato venerdì dai carabinieri nella sua casa di Miglianico La cocaina custodita in un borsello: dal telefono potrebbero spuntare i nomi di fornitori e clienti

MIGLIANICO. La pistola era nascosta in camera da letto, sotto il materasso. Venerdì mattina, quando i carabinieri sono piombati a casa sua, a Miglianico, Christian Di Tella, pescarese di 39 anni, già in passato finito al centro delle cronache perché indagato e poi scagionato per l’omicidio di Alessandro Neri, ha indicato ai militari il punto esatto in cui custodiva l’arma, una 7.65 prodotta in Romania, con tanto di caricatore e sette cartucce. Una pistola dello stesso calibro di quella – mai trovata – con cui fu ammazzato il 5 marzo 2018 il giovane di Santa Teresa di Spoltore, colpito senza pietà a un fianco e alla testa e lasciato vicino al torrente di Fosso Vallelunga, a Pescara, quasi al confine con Francavilla al Mare.
ARMI E DROGA
Sul comò, sempre in camera da letto, c’era invece una pistola giocattolo senza tappo rosso. Ma i carabinieri della stazione di Miglianico, nel corso del blitz scattato due giorni fa, hanno sequestrato anche altro nell’abitazione di Di Tella, ovvero circa 170 grammi di cocaina, rinvenuti in uno stanzino e in un borsello, a sua volta nascosto sotto il divano della sala da pranzo insieme a due bilancini di precisione e ad alcune bustine di plastica per il confezionamento dello stupefacente.
L’INCHIESTA
Le indagini proseguiranno su due binari. Il primo riguarda gli accertamenti tecnici ai quali sarà sottoposta l’arma, al momento di provenienza ignota, per verificare se sia stata già utilizzata in azioni criminali, a partire dai fatti di sangue avvenuti in Abruzzo in tempi più o meno recenti. L’altro fronte dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Lucia Anna Campo, prevede l’analisi dello smartphone sequestrato a Di Tella: l’obiettivo è ricostruire nel dettaglio gli affari illeciti portati avanti dal trentanovenne, coinvolto in un giro di spaccio e già in detenzione domiciliare per scontare una vecchia condanna. Dai messaggi e dalle chat potrebbero spuntare i nomi e i cognomi dei clienti e dei fornitori della droga. Nei prossimi giorni, dunque, è possibile che venga affidato l’incarico a un ingegnere informatico per scandagliare la memoria del telefonino.
L’UDIENZA
Il giudice Luca De Ninis ha fissato l’udienza di convalida dell’arresto per domani mattina: Di Tella, difeso dall’avvocato Mauro Faiulli, si collegherà in videoconferenza del carcere di Madonna del Freddo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA