La rabbia dei precari del Covid: siamo pronti alla battaglia legale

25 Agosto 2022

Ventidue dipendenti, in prima linea durante la pandemia, ora chiedono la stabilizzazione dei contratti Ieri la manifestazione e l’incontro con l’assessore Verì: «Ma dalla Regione nessun segnale di apertura»

CHIETI. Da quasi due anni lottano in prima linea contro il Covid e ora chiedono che i loro sforzi vengano premiati. Ventidue operatori socio sanitari (Oss) della Asl di Chieti ieri si sono riuniti a Pescara, in via Conte di Ruvo, sotto i locali del Dipartimento regionale Sanità, per far sentire la propria voce contro le scelte della Regione e dell’azienda sanitaria. Si tratta di personale che ha lavorato nei presidi sanitari pubblici nei momenti di massima difficoltà per la pandemia. «Noi chiediamo a gran voce la stabilizzazione dei nostri contratti», spiega Giovina Nardacchione davanti alla sede dell'assessorato alla Salute della Regione Abruzzo, «perché siamo stati completamente estromessi dopo aver maturato i diciotto mesi di lavoro. Poi ci hanno chiamato per un paio di mesi con un contratto di collaborazione, ma in realtà siamo dipendenti a tutti gli effetti della Asl, ma non abbiamo diritti perché non ci sono stati retribuiti né malattia né ferie, se non le ore lavorative che ci vengono tassate più del dovuto. Chiediamo che questi diciotto mesi possano valere anche per il punteggio per altri concorsi, al pari dell'avviso pubblico. Prima ci chiamavano eroi, oggi ci mandano via dopo aver prestato il lavoro nel periodo dell'emergenza Covid e alcuni di noi si sono anche ammalati, senza un motivo valido; per cui ora chiediamo all'assessore regionale Nicoletta Verì la stabilizzazione». Al sit-in di ieri era presente anche il vicepresidente del Consiglio regionale d'Abruzzo, consigliere del M5s, Domenico Pettinari che ha auspicato la stabilizzazione, spiegando che esistono gli strumenti legislativi per riconoscere il lavoro degli operatori socio sanitari. Purtroppo, però, gli incontri con l’assessore Verì e con il direttore amministrativo della Asl di Chieti Giovanni Stroppa, non sembrano aver portato frutti. «Il nostro contratto scade il 30 settembre e ora siamo pronti ad andare per vie legali se la situazione non dovesse cambiare», spiega l’operatrice Anna Parato che ieri era a Pescara per protestare insieme ai suoi colleghi, «per quanto riguarda la stabilizzazione dei nostri contratti la Regione ci ha detto che non c’è nulla da fare. Speriamo che almeno ci venga riconosciuta l’indennità per aver contratto il Covid mentre eravamo in prima linea in questi mesi». Lunedì è in programma un altro incontro tra i rappresentanti di questi operatori sanitari e i vertici amministrativi della Asl per cercare di trovare un punto di incontro. (d.b.)