La tassa di soggiorno salta ancora

In aula si presentano pochi consiglieri, rinviata a domani la seduta per il voto
CHIETI. La tassa di soggiorno resta un tabù per l’amministrazione Di Primio. Ieri, il consiglio comunale che avrebbe dovuto votare l’introduzione dell’imposta sui turisti non è neanche iniziato per mancanza del numero legale: in aula erano presenti troppo pochi consiglieri, soltanto 16, e il presidente Liberato Aceto ha riconvocato la seduta alle 8,30 di domani. Le assenze di ieri potrebbero essere state strategiche visto che l’amministrazione Di Primio, alle prese con liti interne, non ha sempre i numeri per imporsi: in seconda convocazione, il quorum per le votazione sarà più basso. Tra i provvedimenti da discutere ci saranno anche l’affidamento dei parcheggi a pagamento alla Teateservizi e l’affidamento di due asili nido comunali alla Chieti Solidale.
Finora, il dibattito sulla tassa di soggiorno – le tariffe previste sono un euro al giorno per i primi 5 giorni per gli hotel 4 stelle mentre per le altre strutture la cifra è di 0,70 al giorno, sempre per i primi 5 giorni – ha richiesto una seduta di giunta, 4 riunioni congiunte delle commissioni statuto e bilancio e tre consigli comunali finiti in anticipo con circa 30mila euro di gettoni andati già in fumo.
La nuova delibera che tornerà in aula domani contiene anche emendamenti già approvati: l’esenzione per gli universitari chiesta dal consigliere Pd Alessandro Marzoli, quella per gli accompagnatori turistici proposta da Stefano Rispoli (gruppo misto) e l’obbligo di pagamento anche da parte delle strutture che accolgono migranti, chiesto da Emiliano Vitale (Forza Italia) ma con l’esclusione delle onlus, voluta da Marco Russo (Udc).

