La verità di Di Prinzio sui costi dell’energia
Il sindaco: «Spese più pesanti per le scelte del mio predecessore, che oggi dice falsità»
GUARDIAGRELE . Il sindaco Donatello Di Prinzio ribatte alle dichiarazioni con le quali, il gruppo consiliare di minoranza Guardiagrele il bene in comune, riteneva false le sue affermazioni in materia di costi energetici nel’ultimo consiglio comunale. «I consiglieri di minoranza Simone Dal Pozzo, Marilena Primavera e Ambra Dell’Arciprete continuano purtroppo a dare false informazioni», accusa Di Prinzio, «e il loro ruolo sta diventando veramente offensivo e al limite della diffamazione. All’opinione pubblica sono state date solo false notizie. Il Comune per il periodo 2018-2022 ha avuto un aumento dei costi energetici di 138.830 euro», precisa il sindaco riferendosi a metano ed energia elettrica, per gli edifici pubblici esclusa la pubblica illuminazione. «Per la pubblica illuminazione, l’aumento è stato invece di 181.684 euro, per un totale quindi, di 320.515», continua Di Prinzio, che precisa poi che lo Stato ha rimborsato i maggiori costi energetici, dovuti all’incremento della materia prima a causa della guerra in Ucraina, per le utenze elettriche e gas degli edifici comunali, per 175.852 euro e che quindi al Comune, sono mancati 144.661 euro, perché nel calcolo, non sono rientrati i maggiori costi per la pubblica illuminazione.
Il sindaco evidenzia che il motivo sta tutto nel tipo di affidamento che è stato dato dal suo predecessore Dal Pozzo ad agosto 2020, un mese prima delle elezioni, che non viene riconosciuto dal ministero come spesa diretta del Comune. Per cui, con il codice identificativo del tipo di servizio, al Comune di Guardiagrele non è stato riconosciuto nessun contributo. «Pertanto», sottolinea Di Prinzio, «i maggiori costi per la pubblica illuminazione che ammontavano a circa 181.864 euro, sono ricaduti tutti sul Comune e pagati dalla tasse dei cittadini, grazie alla scelta fatta dall’ex sindaco Dal Pozzo. Il tipo di comunicazione fatto dagli ex amministratori comunali», conclude, «è quindi da ritenersi al limite della diffamazione, perciò mi riservo di agire di conseguenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

