La vertenza Honeywell nelle mani del ministro

Calenda segue direttamente la vicenda: azienda e sindacati a Roma il 2 ottobre D’Alessandro: «Ora è un caso nazionale». Per Melilla «l’incontro va anticipato»
ATESSA. La vertenza Honeywell sarà seguita direttamente dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che ha convocato il tavolo nazionale per il 2 ottobre. «La vertenza diventa nazionale», commenta il consigliere regionale Camillo D’Alessandro che ieri ha incontrato i lavoratori in presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda, «le ragioni dei lavoratori e del territorio saranno rappresentate direttamente dal Governo nazionale grazie al lavoro svolto dal vice presidente Giovanni Lolli e dal presidente Luciano D’Alfonso. L’eventuale chiusura dello stabilimento non è accettabile».
Della vicenda Honeywell si è parlato anche alla Camera e al Senato. Il deputato Gianni Melilla (Mdp) ha rivolto un’interrogazione al Ministero per sapere «quali proposte di rilancio produttivo e consolidamento occupazionale intenda presentare al prossimo incontro tra le parti sociali per scongiurare la delocalizzazione dello stabilimento Honeywell di Atessa». Incontro che per Melilla, che ieri ha fatto visita ai lavoratori, andrebbe «anticipato alla prossima settimana visto il presidio permanente, notte e giorno, degli operai». Gianluca Castaldi (M5S) ha affrontato il problema in un intervento al Senato: «Ciò che ci indigna di più è che i vertici della Honeywell per giustificare una decisione incomprensibile, cioè la delocalizzazione, parlano di motivi di sicurezza con riferimento ai terremoti che negli ultimi anni hanno afflitto l’Abruzzo; a questo punto dovremmo chiudere “baracca e burattini” visto che l’Italia è quasi interamente un territorio sismico». Interrogazione alla Camera anche di Gianluca Vacca per sollecitare l’intervento del Mise. Diversi gli attestati di solidarietà nei confronti dei 420 dipendenti in sciopero. Gli ultimi arrivano dal coordinamento regionale Usb lavoro privato Abruzzo, dall’assessore regionale Marinella Sclocco (Articolo Uno Mdp) e da Nazario Pagano, coordinatore regionale di FI. «Articolo Uno Mdp», fa sapere la Sclocco, «si mette a disposizione per muovere qualsiasi azione politica sarà necessaria a salvaguardare i posti di lavoro sia diretti sia nell’indotto». Per Pagano, invece, «in questa vicenda ci sono aspetti che richiedono una mobilitazione fattiva e concreta, ma soprattutto immediata e forte, per scongiurare un epilogo nefasto non solo per i dipendenti, ma anche per il tessuto produttivo e competitivo abruzzese. È triste, comunque, dover constatare come le somme stanziate dalla giunta Chiodi per il progetto del Campus automotive, mirato ad attrarre investimenti nel polo produttivo della Val di Sangro, siano state congelate e dirottate altrove dalla giunta D’Alfonso, infliggendo un duro colpo allo sviluppo del territorio».
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