Ladra col pancione assalta Megalò ma evita l’arresto

CHIETI. All’ottavo mese di gravidanza, passa il pomeriggio dentro al centro commerciale Megalò a rubare di tutto. La polizia scopre la ladra ma lei, una trentenne di origine rom con una ventina di...
CHIETI. All’ottavo mese di gravidanza, passa il pomeriggio dentro al centro commerciale Megalò a rubare di tutto. La polizia scopre la ladra ma lei, una trentenne di origine rom con una ventina di precedenti alle spalle per spaccio di droga e reati contro il patrimonio, evita l’arresto perché è incinta. La futura mamma e i suoi due complici se la sono cavata con una denuncia a piede libero per furto aggravato.
L’allarme scatta giovedì pomeriggio. Gli addetti alla vigilanza notano tre persone sospette che si aggirano nella galleria: un ragazzo sulla trentina, una giovane della stessa età incinta e un’anziana con un borsone. Sul posto intervengono gli agenti della squadra volante, diretti dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico. I sospetti si dimostrano fondati perché i poliziotti aprono il borsone e trovano una decina di capi di abbigliamento e gioielli di bigiotteria dal valore - si scoprirà poi - di oltre 700 euro. Che si tratti di merce rubata è evidente fin da subito, anche se all’inizio il terzetto prova a negare. In realtà viene fuori che i ladri hanno preso di mira i negozi Clinika, Chicco e Stella Z assicurandosi giubbini, pantaloni, vestitini per bambini, catenine e altri accessori dopo essersi sbarazzati (non è ben chiaro come) dei dispositivi antitaccheggio. Le immagini delle telecamere confermano che sono stati proprio loro a portare via la merce senza pagare e senza farsi scoprire. Avevano anche escogitato un vero e proprio piano per svaligiare il punto vendita Chicco: l’anziana chiedeva informazioni alle commesse su un passeggino, fingendosi interessata per un acquisto, mentre i due complici giravano nelle corsie per rubare gli articoli più costosi. Tutti i prodotti sono stati riconsegnati ai proprietari. Dagli accertamenti è emerso che i tre ladri sono vicini di casa e abitano a Pescara, in un quartiere popolare. Tutti hanno avuto guai con la giustizia, ma a balzare all’occhio sono i precedenti penali della donna più giovane, finita più volte dietro le sbarre nell’ambito delle inchieste sul traffico di droga a Pescara. Non solo: la futura mamma è stata denunciata anche per l’inosservanza del figlio di via emesso dal questore che le impediva di stare a Chieti.
Ma lei, nonostante il pancione, non ha saputo resistere all’ennesimo pomeriggio di shopping gratis. (g.let.)
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