Laghetto Nettuno, Wwf all’attacco «Le tartarughe vanno portate via»

Gli ambientalisti criticano il polverone sollevato sulle condizioni di specchio d’acqua e area verde: «Le testuggini mai a rischio e pericolose, colore dell’acqua normale e schiuma segnale positivo»
CHIETI. Le tartarughe? Sono quasi tutte delle intruse, abusive e dannose, se non addirittura pericolose. Strano colore dell’acqua? Niente di anomalo con il caldo di questo periodo. La schiuma? Un buon segnale. Il Wwf, associazione ambientalista che di animali, natura e dintorni ne sa, storce il naso di fronte allo scontro tutto politico intorno al laghetto Nettuno della Villa comunale. Tra sit-in con annesso confronto in loco tra maggioranza e opposizione, batti e ribatti tra giunta e minoranza comunale, fino alla petizione lanciata dalla lista civica Chieti Viva per salvare lo specchio d’acqua, secondo gli ambientalisti sono state diffuse una serie di notizie quantomeno fuorivianti. Se non vere e proprie “fake news”. Che, tra l’altro, sviano l’attenzione dai veri problemi della Villa.
Per questo l’associazione si premura di «fornire informazioni corrette ai cittadini», chiarendo innanzitutto che nello specchio d’acqua ci sono «da sempre pesci rossi e qualche carpa giapponese, cui si è aggiunto negli ultimi anni un numero crescente di testuggini palustri esotiche, Trachemys scripta, illegalmente abbandonate dai proprietari». Sulla colorazione dell’acqua viene spiegato che «è dovuta a una proliferazione di alghe, normale nel periodo estivo, sicuramente accentuata da siccità e caldo anomalo. Il laghetto della Pineta dannunziana a Pescara», fa notare l’associazione, «molto più ampio di quelli di Chieti e dove le pompe non hanno mai smesso di operare, si presenta anch’esso in queste settimane con una colorazione verde. La presenza di schiuma, lamentata nelle proteste, è connessa invece al rinnovato movimento e alla presenza di alghe: un segnale», sottolinea il Wwf, «verso una lenta normalizzazione e non di ulteriore danno».
Le testuggini che rischiano la vita per carenza d’ossigeno nell’acqua? Ipotesi definita «francamente sconcertante: si tratta di rettili che respirano aria atmosferica, per cui l’eventuale mancanza di ossigeno sarebbe per loro totalmente indifferente». Tutti punti che, tra l’altro, la presidente del Wwf Chieti-Pescara, vicecoordinatore della sezione Abruzzo e Molise della “Societas Herpetologica Italica”, Nicoletta Di Francesco, aveva ribadito anche durante la manifestazione alla Villa, cui era stata invitata in qualità di esperta. Inoltre le “tartarughe teatine” «sono una delle specie invasive tra le più dannose al mondo per gli effetti nefasti sulla fauna nostrana, la vendita è vietata dal 2001 e dal gennaio 2018 è vietato rilasciarle nell’ambiente». Dovrebbero essere prelevate e trasferite in centri di raccolta previsti dalla legge e che in Abruzzo si stanno proprio in questi mesi realizzando, un’azione che la Regione ha finanziato dal 2023 per i danni che questa specie arreca all’ambiente. Va pure ricordato», incalza il Wwf, «che indipendentemente dal colore, i genitori dovrebbero impedire ai bambini di mettere le mani in acqua o di toccare le testuggini, perché si tratta di specie carnivore che possono mordere e portatrici sane di diverse malattie».
Tutte informazioni che evidentemente non sono state sufficienti a spegnere le polemiche. Poi, polemiche a parte, per il Wwf la Villa ha comunque «tanti problemi da moltissimi anni, cioè da quando nell’organico dei dipendenti comunali non ci sono più giardinieri e si è costretti a rivolgersi a ditte esterne. Ma sui laghetti si stanno creando polemiche ben oltre la reale portata della questione».
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