Lanciano-Val di Sangro, la bretella ferroviaria per ora resta incompiuta

Costi di realizzazione troppo alti anche se l’utilità sarebbe innegabile Dolfi (Tua): progetto del 1986 di 90 milioni, oggi ce ne vorrebbero 130
LANCIANO. Sembra destinata a rimanere un’incompiuta la bretella ferroviaria Lanciano-Val di Sangro. I costi di realizzazione troppo alti non depongono a favore di un’infrastruttura che, in quanto a utilità, avrebbe invece molte frecce al proprio arco. Il progetto della Ferrovia Adriatico Sangritana, che oltre al nuovo collegamento da San Vito marina a Lanciano (dopo l’arretramento della ferrovia dal mare) prevedeva altri 9 chilometri fino all’area industriale di Atessa, risale al 1986. Nei primi anni ’90 venne realizzato il primo lotto, mentre del secondo resta solo l’inizio di una galleria, visibile nello scalo di via Bergamo.
«Nel 1992 ero nella commissione edilizia del Comune di Lanciano, nominato dal consiglio dell'Ordine degli avvocati», ricorda il sindaco Filippo Paolini, «all’epoca votai contro la stazione in via Bergamo, perché ritengo che una stazione debba stare al centro della città. L’idea di completare l’opera non è sbagliata, il collegamento con la Val di Sangro è strategico. Non so ai prezzi attuali quanto costerebbe un’operazione di quel genere. Bisognerebbe riprendere il progetto iniziale per rimodularlo con i costi attuali e vedere di che tipo di somme necessita. Prima, però, bisognerebbe capire che tipo di interesse può avere la Tua a fare un intervento di questo tipo, che dovrebbe essere finanziato dallo Stato. Come amministrazione ci interessa il collegamento tra la costa e le aree interne dell'ex tracciato Sangritana», sottolinea il sindaco, «poter andare da San Vito a Castel Frentano con un percorso che potrebbe essere ciclabile o servito da bus elettrico. Ormai la dismissione della ferrovia in centro è quasi ufficiale. Sarebbe una direttrice strategica per lasciare l'auto a Marcianese ed entrare in centro con un bus elettrico e collegarsi anche al mare. Ma è strategica anche la direttrice verso la Val di Sangro. Appena possibile faremo un incontro con Tua e metteremo in campo anche l'ipotesi della galleria da completare. La stazione ormai è in via Bergamo, meglio sfruttarla al meglio».
Il progetto originario della bretella, di cui era pronto l'esecutivo, era stato inserito nei rispettivi piani regolatori di Lanciano e Mozzagrogna. «Anni fa abbiamo eliminato i vincoli dai terreni sui quali era previsto il passaggio della ferrovia, in mezzo a Romagnoli», dice il sindaco di Mozzagrogna, Tommaso Schips, «molti cittadini neanche sapevano di avere i terreni vincolati, lo scoprivano una volta che si rivolgevano all'ufficio tecnico del Comune. Lo sviluppo del paese era bloccato e non si sapeva se e quando la ferrovia si sarebbe fatta. L'idea in sé è buona», ragiona Schips, «ma va messa sul piatto della bilancia, per capire cosa comporta realizzare l'opera e che utilizzo se ne farà. Va rivalutato tutto il progetto, per capire in primis il rapporto tra costo e utilità dell'infrastruttura».
Una stima approssimativa, in realtà, negli uffici della Tua è stata fatta. «Appena arrivato ho ripreso in mano tutti i progetti esistenti», dice Erico Dolfi, direttore della Divisione ferroviaria di Tua, «anche quello che parte dal tunnel della stazione di via Bergamo, passa sotto Lanciano e arriva in Val di Sangro, circa 9,5 chilometri tutti quanti in tunnel. Lo abbiamo analizzato: all'epoca era stato stimato in 90 milioni, con i prezzi attuali ce ne vorrebbero almeno 120-130. Tutto ciò che è infrastruttura su ferro per me è carta vincente, ma oggettivamente sono cifre importanti».
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