Lavori alle case Ater, Tavani: stop ai disagi entro novanta giorni

Il presidente: «Sui ritardi è responsabile anche il Comune» La replica del sindaco: «Non siamo noi a rallentare le opere»
CHIETI. Il presidente dell’Ater, Antonio Tavani, chiede agli inquilini delle case popolari di via Pescara tre mesi di tempo. «Vanno liberate dal cantiere entro 90 giorni oppure rescindiamo il contratto alla ditta», dice il presidente Ater alla conferenza stampa allestita in strada, davanti all’enorme impalcatura che da 18 mesi copre l’intera facciata di tre palazzine nel cuore del Villaggio Celdit. Alle lamentele dei residenti hanno risposto gli attivisti del Movimento 5 Stelle, che hanno tenuto due assemblee pubbliche, anche loro in strada. Tavani, esponente di Fratelli d’Italia, ha voluto rispondere con la stessa moneta, scendendo in strada a parlare tra la gente. Ha spiegato i motivi dei rallentamenti, ha promesso di farsi sentire con il direttore dei lavori, Luigi Marcozzi, già diffidato dall’Ater, e ha dato un termine di 90 giorni. Non sono mancate, infine, le accuse ai 5 Stelle - presenti con la deputata Daniela Torto, l’assessore comunale Fabio Stella e il capogruppo comunale Luca Amicone - e anche al Comune stesso. La cui replica è subito arrivata.
VIA L’IMPALCATURA
Al numero civico 160, 162 e 164 di via Pescara, tre palazzine - 47 appartamenti - convivono da 18 mesi con l’enorme impalcatura che si innalza per tutti i sette piani di altezza. I lavori per la ristrutturazione sismica, per un importo di 925mila euro, procedono troppo a rilento. La possibilità di far ricorso al bonus del 110% ha rallentato ancora di più le opere e nel frattempo le case popolari sono diventate teatro di sporcizia oltre che di insicurezza, visto che i bancali sono stati più volte utilizzati da malintenzionati per entrare negli appartamenti durante la notte. Insomma, i residenti non ce la fanno più e chiedono di far ripartire celermente i lavori per sgomberare la facciata dalla grande impalcatura.
L’ATER
«Inutile negare che il cantiere sta prendendo più tempo del previsto», ha detto Tavani, «ma è tutto dovuto alle possibilità concesse ai proprietari di cogliere le opportunità del 110%, i cui fondi uniti a quelli del sisma 2009 darebbero una risposta molto più significativa in termini di ristrutturazione. Ovviamente restano in campo tutte le problematiche che il 110% si porta dietro: speculazioni sui prezzi, scarsità di materie prime disponibili e difficoltà a reperire personale specializzato. Problematiche sulle quali le forze politiche uscenti avrebbero dovuto impegnarsi meglio in Parlamento e meno sulle piazze. Così come per la rendicontazione dei fondi sisma che passa attraverso i Comuni: quello di Chieti genera ritardi clamorosi nel trasferimento dei fondi all’Ater, costretta a mettere pezze nei confronti delle ditte appaltatrici». E infine arriva un’accusa interamente rivolta ai 5 Stelle: «Qualche forza politica sembra più impegnata in un regolamento di conti interno che voler esprimere una vera preoccupazione per il cantiere».
IL COMUNE
«Non è colpa del Comune se i lavori per l’adeguamento sismico degli alloggi Ater di via Pescara sono fermi», replica il sindaco Diego Ferrara. Ha ragione, il presidente Tavani, quando dice che l’aumento dei prezzi e l’esiguità di materie prime e del personale incidono sui tempi dei lavori, succede in ogni cantiere, ma che il Comune sia colpevole di rallentare ulteriormente le procedure, no, a questo non ci sto. I cittadini interessati sappiano che il Comune deve solo rendicontare all’Ufficio della ricostruzione, i fondi da esso ottenuti ed erogabili all’Ater come partita di giro». La stessa obiezione era stata fatta direttamente a Tavani da Stella in un concitato scambio di opinioni.
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