Lavoro, primo maggio nel Vastese «La peggior crisi dal dopoguerra»

Biscotti (Cisl): la politica ha la grande responsabilità di spendere nel migliore dei modi i fondi del Pnrr Zennaro e Bocchino (Lega) incontrano AssoVasto: puntiamo sui fondi previsti per le zone in difficoltà
VASTO. Una festa del lavoro quella di quest'anno che, per centinaia di lavoratori del Vastese che un lavoro non ce l'hanno più, ha il sapore della beffa. Industria, commercio, sanità. La pandemia prima e la guerra in Ucraina poi hanno messo in ginocchio l'economia locale. Da oggi 40 operatrici socio sanitarie sono a casa. Sono circa 180 i lavoratori usciti dalla Denso con contratti di espansione. Gli esuberi alla Pilkington sono 300, circa 200 i licenziamenti di dipendenti di attività commerciali e turistiche.
IL SINDACATO«Gli ultimi due anni sono stati molto difficili nel Vastese», conferma Primiano Biscotti, segretario provinciale della Fim Cisl. «La pandemia prima, la crisi dei semiconduttori e adesso la guerra, hanno determinato per il nostro territorio la peggiore crisi del dopoguerra mettendo a rischio tanti posti di lavoro. La Costituzione italiana sancisce che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro e il nostro pensiero va soprattutto a chi il lavoro lo ha perso o non riesce a trovarlo, perché lavoro, qualsiasi esso sia, significa tutela della dignità degli uomini, delle donne e delle famiglie. Ci aspettano mesi difficili dove le forze sociali dovranno lavorare insieme per gestire questo momento di crisi. La politica nazionale e regionale ha una grande responsabilità nel gestire i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) perché se non verranno spesi bene in termini di investimenti per il rilancio di infrastrutture, energie alternative ed elettrificazione automotive non avremo altre chance e il nostro territorio rischia di tornare 40 anni indietro.
LA REGIONEPromosso dalla consigliera regionale della Lega, Sabrina Bocchino, venerdì si è tenuto un incontro tra AssoVasto e il deputato Antonio Zennaro, membro della commissione Finanze a Montecitorio. «La Lega», ha dichiarato Bocchino, «è sempre vicina al mondo dell’imprenditoria». Gli industriali hanno levato un grido di allarme sulla difficile situazione che sta attraversando l’intero tessuto imprenditoriale del Vastese e alle prese con la grave crisi energetica e con il futuro incerto del settore automotive, situazioni alle quali la Zona economica speciale (Zes) tarda a dare risposte attuative peraltro non garantendo l’accesso alle agevolazioni inerenti il credito d’imposta. L’assessore regionale al Demanio, rifiuti, energia, Nicola Campitelli, ha sostenuto che la transizione energetica che vedrà l’Abruzzo all’interno di una rete internazionale del settore energetico «favorirà la nascita di sistemi energetici da fonti rinnovabili, in primis l’idrogeno» Campitelli ha poi annunciato il finanziamento ottenuto dalla Regione di 60 milioni di euro per rafforzare il collegamento tra le aree portuali e quelle produttive in particolare su rotaia. Per quanto riguarda l’automotive, cui fanno riferimento le aree di Vasto e della Val di Sangro, Zennaro ha dichiarato: «Ci stiamo impegnando per ottenere dal ministero il riconoscimento di area di crisi complessa che consentirebbe di dirottarvi somme ingenti per accompagnare l’adeguamento, la trasformazione e la riconversione delle aziende».
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