Le buste paga Asl sono da rifare «Quattro milioni da restituire»

Per l’Usb ci sono 800 euro versati erroneamente all’Agenzia delle entrate per ogni dipendente L’Azienda: stipendi corrisposti secondo le regole, nessuna somma è stata detratta indebitamente
CHIETI. La Asl deve restituire una cifra intorno ai 800 euro a ognuno dei suoi circa cinquemila dipendenti. È quanto sostiene l’Unione sindacale di base (Usb), che ha diffidato l’azienda a ricalcolare le buste paga e a rideterminare i trattamenti retributivi e fiscale. «Non si tratta di un aggravio per le casse della Asl», spiega Teodoro Pace, responsabile legale Usb-Federazione pubblico impiego per Abruzzo e Molise, «chiediamo un accordo con l’Agenzia delle entrate per la restituzione di soldi tassati erroneamente».
«Non ci sono somme indebitamente detratte ai lavoratori, perché le retribuzioni sono state corrisposte nel rispetto rigoroso e assoluto delle norme e di risoluzioni formulate dall’Agenzia delle entrate»: replica invece la Asl, secondo cui non ci sono anomalie da sanare presenti nelle buste paga dei dipendenti. «Nel caso in questione», sottolinea una nota dell’azienda, «il focus è puntato sul premio di risultato dell’anno 2022, corrisposto nel mese di luglio 2024 al personale dipendente dirigente e del comparto della Asl, a conclusione della complessa procedura di valutazione individuale che configura un “ritardo fisiologico” nell’erogazione delle somme, l’elemento chiave che ha determinato l’applicazione della tassazione ordinaria e non separata».
La Asl ritiene di aver agito nel rispetto dell’articolo 17 del Dpr 917/1986, «chiarito anche dall’Agenzia delle entrate, secondo cui l’applicazione della tassazione separata deve escludersi ogni qualvolta la corresponsione degli emolumenti di un periodo d’imposta successivo a quello di maturazione debba considerarsi “fisiologica” rispetto ai tempi tecnici occorrenti per l’erogazione della somme. È il caso», continua la nota dell’azienda, «dei compensi relativi agli obiettivi prefissati dei dipendenti Asl, che per loro stessa natura vengono corrisposti successivamente all’anno in cui sono stati raggiunti, e non può pertanto essere applicata la tassazione separata perché l’erogazione deve considerarsi fisiologica rispetto ai tempi tecnici che richiede».(a.rap.). ©RIPRODUZIONE RISERVATA.