Le case di riposo vincono la causa Ecco gli stipendi a 100 lavoratori

15 Marzo 2024

Il giudice scioglie la riserva: i tre milioni di euro richiesti per il pignoramento sono impugnabili Da gennaio i dipendenti continuavano a essere in servizio negli istituti ma senza essere pagati

CHIETI. Sbloccato il conto corrente della Asp (Azienda pubblica di servizi alle persone) della provincia Chieti: i circa cento dipendenti possono tornare a percepire gli stipendi. Per due mesi, dallo scorso gennaio, hanno continuato a lavorare senza poter essere pagati, a causa di un pignoramento che aveva bloccato i soldi nelle casse della banca tesoriere (Intesa San Paolo). Mercoledì scorso il giudice Francesco Grassi ha sciolto la riserva assunta in occasione dell’udienza dello scorso 8 marzo e ha deciso che i circa 3 milioni di euro richiesti sono impignorabili, dichiarando «la nullità del pignoramento», si legge nel dispositivo, «ai sensi dell’articolo 159 del Tuel» (il Testo unico degli enti locali). Tirano un sospiro di sollievo i dipendenti che lavorano per la maggior parte negli istituti riuniti San Giovanni Battista, l’ex Ipab confluita nella Asp di cui costituisce l’entità più grande, dando assistenza a 104 ricoverati, tra anziani, disabili e inabili. A quanti hanno lavorato in questi mesi senza stipendio va il ringraziamento del presidente del cda della Asp, Concezio Tilli: «È opportuno segnalare lo spirito di servizio di tutti i lavoratori, che pur in assenza di remunerazione, in un clima di incertezza e sconforto non hanno mai fatto venire meno la professionalità assistenziale garantendo alto il livello di cura verso gli oltre 100 ospiti assistiti». Tilli si dice soddisfatto per la decisione del tribunale che ha riconosciuto, sottolinea, «la legittimità procedurale e degli atti adottati dalla Asp e le argomentazioni in merito alla corretta applicazione dell’articolo 159 del Tuel» e rimarca come l’udienza preliminare che si sarebbe dovuta tenere in aprile sia stata anticipata all’8 marzo proprio su sollecitazione della Asp. Lo sblocco dei conti Asp non solo permette il pagamento di dipendenti e fornitori, ma anche il pagamento della quota dovuta alla Asp da parte della Asl, pagamento anch’esso bloccato visto che il pignoramento era stato fatto presso terzi anche nei confronti della Asl.
«Per il tramite dell’avvocato Ernesto Pagliaricci», aggiunge Tilli, «abbiamo già provveduto a notificare ai due soggetti terzi, oggetto del tentativo di pignoramento, la banca tesoriere Intesa San Paolo e la Asl erogatore dei pagamenti, la decisione del giudice». Ripristinato il flusso del contante, adesso però i problemi devono essere risolti a monte. Tilli, infatti, non nega il fatto che la cooperativa che ha avanzato il pignoramento non abbia diritto a essere pagata: «La cooperativa ha erogato servizi e ha titolo per richiedere il pagamento», dice, «il problema è nostro e consiste nei costi di assistenza più altri di quanto ci viene corrisposto con la diaria. Un tavolo tecnico regionale aveva riconosciuto la necessità di innalzare le rette dei pazienti, solo che è stato interrotto a causa delle elezioni. Auspichiamo che il prossimo assessore regionale alla Sanità lo riprenda e lo porti a conclusione».
E su questo punto interviene anche Marco Angelucci, segretario Uil Fpl Chieti, che torna a chiedere le assunzioni: «Basta con le cooperative, il personale venga assunto in maniera diretta. Ora che la Regione ha avviato il tavolo per la rinegoziazione delle tariffe, non ci sono più alibi».
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