«Le fabbriche vanno spostate» Industriali sul piede di guerra

Il Piano territoriale prevede il trasloco a Pagliarelli delle aziende a ridosso della riserva di Punta Penna L’associazione di imprenditori: «Siamo stati ignorati, costi enormi e investimenti della Zes vanificati»
VASTO. Una delibera della Provincia che revochi il prima possibile l’adozione del Piano territoriale di coordinamento provinciale. A chiederlo e l’AssoVasto, l’associazione delle imprese del Vastese presieduta da Alessandro Grassi. Le aziende hanno presentato diverse osservazioni al piano presentato a inizio luglio, che prevede l’arretramento della zona industriale di Punta Penna a contrada Pagliarelli. A parere degli industriali il piano è da rimodulare prima della sua approvazione e la pianificazione va condivisa con le associazioni di categoria interessate.
«È necessario tutelare l’interesse delle attività che promuovono investimenti e posti di lavoro senza danneggiare l’ambiente», sostiene AssoVasto. il Piano territoriale di coordinamento presentato dalla Provincia ha creato non poco allarme nelle aziende. Il Piano, che disciplina la gestione e vocazione delle aree provinciali, al paragrafo in cui tratta di aree naturalistiche e industriali, prevede lo spostamento della zona industriale. La nuova area individuata per le attività industriali è contrada Pagliarelli, zona attualmente agricola che si trova oltre la statale 16, più lontana dalla costa, dal porto e dalla riserva di Punta Aderci. AssoVasto e Confindustria hanno presentato osservazioni e soprattutto richiesta di chiarimenti.
A parere di AssoVasto il Piano non tiene minimamente conto del fatto che alcuni agglomerati industriali rientrano nella Zes, Zona economica speciale Abruzzo, né dei riscontri e dei benefici che la Zes sta portando nel territorio. Nell’elaborare il documento, a giudizio dell’associazione di imprese, sono stati del tutto ignorati i dati che arrivano dal porto di Punta Penna, i benefici degli sviluppi dell’infrastruttura portuale, gli investimenti e i finanziamenti ricevuti per la realizzazione del binario ferroviario cosiddetto “ultimo miglio”, l’ampliamento del molo e dei lavori già programmati alla banchina di levante. Lo strumento ha messo in fibrillazione centinaia di imprese che hanno già presentato un piano di investimenti. La cosa che ha provocato maggiore preoccupazione è che il Piano non prevede espansione o allargamento dell’area industriale.
«Ciò significa che tutte le fabbriche attualmente vicine a Punta Aderci dovrebbero traslocare?», chiedono il presidente Grassi e il direttore di AssoVasto Giuseppe La Rana. «A parte i costi abnormi, sarebbe come tornare indietro di venti anni. Sono necessari chiarimenti», insiste l’associazione di industriali. Dello stesso avviso Confindustria. Gli industriali sono pronti a salire sulle barricate. Anche perché la stessa Regione riconosce che Punta Penna, grazie anche al porto, sta vivendo un momento d’oro.
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