Le società sportive emigrano L’opposizione avvia la protesta

12 Giugno 2020

LANCIANO. Via libera alla ripresa di calcio e basket ma in città le società che provano a ripartire lo faranno con gli stessi problemi di sempre: in quali strutture? L’Azzurra basket, che conta circa...

LANCIANO. Via libera alla ripresa di calcio e basket ma in città le società che provano a ripartire lo faranno con gli stessi problemi di sempre: in quali strutture? L’Azzurra basket, che conta circa 200 tesserati a Lanciano, è la prima società ad aver ripreso gli allenamenti, in totale sicurezza. Lo ha fatto non a Lanciano, nel palazzetto ancora chiuso, ma nel centro sportivo Costa dei Trabocchi Sporting Club di Rocca San Giovanni. «C’è voglia di ricominciare ma con responsabilità», dice Mauro Di Matteo, allenatore Azzurra, «infatti abbiamo atteso la pubblicazione del protocollo di riferimento predisposto dalla Federazione per poter effettuare allenamenti nel pieno rispetto delle normative vigenti. Le camerette ormai ci andavano assai strette», scherza, «e quindi abbiamo pensato di ricominciare con un’attività volta al miglioramento individuale, dagli 8 anni. Abbiamo avviato la collaborazione con il centro di Rocca San Giovanni che è all’aperto».
Anche il calcio è pronto a ripartire, ma in quali strutture? Ed è proprio volta a capire lo stato degli impianti sportivi l’interrogazione che presentano oggi in consiglio comunale Antonio Di Naccio (Lega), Paolo Bomba, Gabriele Di Bucchianico e Roberto Gargarella (Fratelli d’Italia). «A Lanciano sulla carta ci sono campi a 11», dicono i consiglieri, «lo stadio Biondi, il Memmo, Re di Coppe e il Di Meco. Per il calcio a 5 invece ci sono il Pala Masciangelo e il Palazzetto. Ma nella realtà si riducono drasticamente, costringendo molte società a spostarsi». Il Biondi, fanno notare, è del Lanciano 1920 (concessione fino al 2022); il Memmo è aperto a pochi allenamenti della Virtus e alle partite ufficiali dell’Athletic, ma a porte chiuse per la non agibilità delle tribune; Re di Coppe deve essere omologato. E torna in auge lo «scellerato», secondo i consiglieri, smantellamento dell’Esposito a Villa delle Rose: «L’Esposito era usato da 7 società per un totale di 913 atleti tesserati», dicono, «che sono state costrette a spostarsi lasciando anche Lanciano, quindi con ripercussioni negative sul tessuto economico cittadino. Emigrazione soprattutto al comunale di Rocca San Giovanni dove sono andate 5 società e 382 tesserati. Vogliamo chiarezza, capire quando verrà omologato l’impianto Re di Coppe, che ne sarà del Di Meco, omologato ma carente di servizi. Quando verranno rese agibili le tribune del Memmo. E soprattutto come si intende far fronte alla carenza di strutture sportive per il calcio a 5 visto che ci sono squadre in serie B e C». (t.d.r.)