LiberAtessa attacca sul bilancio «Opere senza finanziamento»

ATESSA. «Non è previsto alcun investimento in conto capitale e il piano triennale delle opere pubbliche è un elenco privo di qualsiasi copertura finanziaria». Il consigliere di LiberAtessa Vincenzo...
ATESSA. «Non è previsto alcun investimento in conto capitale e il piano triennale delle opere pubbliche è un elenco privo di qualsiasi copertura finanziaria». Il consigliere di LiberAtessa Vincenzo Pellegrini punta il dito contro il bilancio 2018, approvato nei giorni scorsi dal consiglio comunale. «Quando il sindaco Giulio Borrelli sedeva sui banchi dell’opposizione», dice l’ex vicesindaco, «criticava le scelte fatte dalla precedente amministrazione dispensando consigli e chiedendo fondi da investire su opere necessarie per il territorio, trovando giustificazione ai suoi voti contrari a tutti i provvedimenti di natura finanziaria, compresi quelli che hanno visto il Comune di Atessa fare scelte di politica fiscale su tariffe e aliquote Imu, Tasi e Tari, tenendole a livelli tra i più bassi del comprensorio. Adesso ha approvato per intero la politica sulle tariffe riconoscendo la validità delle scelte fatte a suo tempo e il suo assessore al bilancio si vanta del fatto che non ha aumentato tariffe e aliquote, ma allo stesso tempo ha preferito non fare nessuna scelta di investimento limitandosi a dire che il piano delle opere pubbliche deve essere finanziato da altri enti». Per Pellegrini non è stata fatta alcuna scelta in campo turistico e culturale («Si è solo provveduto a spezzettare i vari capitoli di spesa per accontentare i due assessori che si contendono il settore cultura»). «Le scuse ribadite anche dall’assessore al bilancio sulla necessità di tenere i conti sotto controllo è smentita dai numeri», aggiunge, «il Fondo crediti di dubbia esigibilità è inferiore a quello dell’anno scorso e i trasferimenti in favore del Comune di Atessa -per la prima volta dopo decenni di diminuzioni- quest’anno sono aumentati di oltre 200.000 euro e la percentuale di indebitamento totale dell’ente si attesta ben al disotto del limite massimo imposto dalla legge che comporta una spesa inferiore rispetto agli anni precedenti». (m.d.n.)

