Litiga col vicino per la musica alta e lo insegue con la zappa: nei guai

Un 78enne di Casalincontrada è ora accusato di minacce continuate e tentate lesioni aggravate: il rivale, intimidito anche con un coltello, è riuscito a parare il colpo con un braccio e a disarmarlo
CHIETI. Armato di coltello, ha intimidito il vicino di casa al grido di «se non te ne vai ti spanzo». Pochi giorni dopo, lo ha inseguito con una zappa e ha tentato di colpirlo. L’odio tra inquilini nasce quasi sempre da discussioni banali che, ormai con cadenza quotidiana, sfociano in inchieste destinate ad arrivare nelle aule di tribunale. È quello che è accaduto a Casalincontrada, dove è scoppiata una lite feroce per la musica ad alto volume: P.D., 78 anni, difeso dall’avvocato Diego Bracciale, è ora accusato di minaccia continuata e tentate lesioni personali, reati entrambi aggravati, dunque punibili d’ufficio. In altre parole: anche se tra i vicini in questione dovesse tornare la pace, il procedimento penale, affidato al vice procuratore onorario Sonia Ciancaglini, seguirà il suo corso.
In questo caso, solo il tempestivo intervento dei carabinieri della stazione di Casalincontrada ha evitato conseguenze ben più gravi. Lo scenario in cui, nello scorso mese di maggio, si è consumato l’episodio è simile a quello che accomuna un numero sempre maggiore di condomini: dissidi continui che durano anni, che trasformano dirimpettai in nemici giurati e che rendono la convivenza un inferno. Nel piccolo centro alle porte di Chieti, a fare andare fuori di testa P.D. è stata la musica a palla che arrivava dall’appartamento sovrastante il suo, dove vive un 50enne che ha avuto più di un problema con la giustizia. Fatto sta che, quando l’anziano ha citofonato al vicino dicendo di abbassare il volume, la situazione è velocemente degenerata. E i due si sono fronteggiati nel cortile senza esclusione di colpi come già avvenuto, peraltro, in passato. Al punto tale che un altro vicino, richiamato dalle grida, non ha esitato a telefonare al 112. Sul posto si sono precipitati i militari dell’Arma. Il resto lo raccontano le carte dell’inchiesta. E basta leggere il capo d’imputazione formulato dalla procura della Repubblica di Chieti per capire che c’è ben poco da scherzare. «P.D.», scrive il pm, «con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, minacciava di morte reiteratamente L.E., in particolare il 18 aprile 2021, estraendo dalla tasca dei pantaloni un coltello a serramanico di circa dieci centimetri». Qualche giorno dopo, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, il 78enne ha «compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco» a provocare lesioni personali a L.E. perché, «impugnando una zappa bidente, gli si avvicinava per colpirlo ma non riusciva nell’intento per cause indipendenti dalla sua volontà e, segnatamente, perché L.E. riusciva a parare il colpo con un braccio e a disarmarlo».
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