Lo sciopero alla Honeywell ferma le aziende dei servizi

21 Ottobre 2017

Atessa. Travaglini Group manda in cassa integrazione sessanta dipendenti DI Sciullo (Uilm): «Negli ultimi 10 anni persi in Val di Sangro 500 posti di lavoro»

ATESSA. Sessanta dipendenti della Travaglini Group della zona industriale di Atessa sono in cassa integrazione in seguito allo sciopero dei lavoratori Honeywell. È, questa, solo una delle tante facce di un dramma che sta investendo l’intera Val di Sangro.
La Travaglini, azienda storica di logistica, trasporto e imballaggio (è sul mercato dal 1976), sta subendo i contraccolpi dello sciopero a oltranza di 420 dipendenti che hanno incrociato le braccia dal 18 settembre scorso per manifestare la rabbia e la delusione nei confronti della scelta da parte del management internazionale di copiare gran parte delle lavorazioni di Atessa in altri siti, probabile anticamera alla chiusura e delocalizzazione dello stabilimento abruzzese.
E come un tragico effetto domino anche l’indotto risente della situazione. In particolare la Travaglini, dove si respira aria di tensione tra i lavoratori dei due stabilimenti. Da un lato i 60 operai che vogliono soddisfare gli ordinativi per lo stabilimento Honeywell della Romania, dall’altra i 420 della Honeywell che non vogliono permettere che il lavoro di Atessa possa essere svolto altrove come se niente fosse.
La Travaglini ha anche un altro centinaio di dipendenti che lavorano per altri clienti, ma in questo momento non può permettesi si riassorbire altrove i 60 che si dedicano alla Honeywell. Di qui la cassa integrazione.
«Negli ultimi dieci anni», commenta Achille Di Sciullo, rappresentante della Uilm-Uil provinciale, «in questa valle sono stati persi 500 posti di lavoro tra Compi, Metalpresse e altre aziende della sub fornitura. Mi auguro che questa volta vinca il lavoro, e non altri soggetti».
Intanto il consiglio generale nazionale della Fim-Cisl, riunitosi giovedì scorso, ha affrontato anche i temi legali alle crisi industriali presenti in Italia, focalizzando l’attenzione sulla grave situazione della Honeywell, i cui 420 lavoratori sono in sciopero da oltre 40 giorni. «La Fim-Cisl a tutti i livelli», si legge nel comunicato congressuale, «è impegnata in questa difficile vertenza occupazionale e ha attivato, insieme alle organizzazioni sindacali, la propria pressione nei confronti del governo perché considera inaccettabile il comportamento attuato dalla multinazionale nei confronti dei lavoratori e del territorio». La Fim-Cisl ha espresso «il pieno sostegno e la solidarietà ai lavoratori che da questo mese non riceveranno più alcuno stipendio». Il consiglio generale nazionale Fim ha annunciato di impegnare tutte «le strutture del territorio nazionale a sostenere con un contributo la cassa di solidarietà dei lavoratori Honeywell». Proprio giovedì l’azienda dei turbo aveva contato i 25 anni di attività in Val di Sangro: i lavoratori per l’occasione hanno preparato una torta con la scritta “Salviamo la Honeywell”.
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