Lo stadio è rimasto senza calcio Ora Pupillo pensa ai concerti

LANCIANO. Sarà una cattedrale nel deserto? Sono in molti a chiedersi se lo stadio Biondi, orfano di una prima squadra di calcio cittadina che possa calcare il suo campo (in verità non un granché...
LANCIANO. Sarà una cattedrale nel deserto? Sono in molti a chiedersi se lo stadio Biondi, orfano di una prima squadra di calcio cittadina che possa calcare il suo campo (in verità non un granché visto che era stato classificato tra i peggiori terreni di gioco della serie B) accoglierà altri club o sarà abbandonato. O meglio, sarà poco utilizzato dopo che si è speso oltre un milione di euro per adeguarlo. L’ultimo intervento costato ben 300.000 euro, fondi regionali, e ultimato a fine maggio è servito per mettere a norma i distinti, utilizzati però solo una volta e pure parzialmente nell’ultima partita del campionato scorso in B e una volta totalmente, nei play out contro la Salernitana. Sullo stadio sono stati fatti lavori di adeguamento dal 2012, anno della promozione della Virtus in B, del costo totale di circa 800mila euro pagati con fondi comunali, donazione della Banca popolare di Lanciano e Sulmona (oggi Bper) e dalla società Virtus Lanciano che si è occupata soprattutto di betafance, tornelli, sedili, attrezzature con soldi però che poi sono stati scalati dalla convenzione per l’utilizzo dell’impianto.
Ora che la convezione è scaduta (che oltre al Biondi prevedeva l’uso dei campi Esposito e Memmo), lo stadio può essere utilizzato da altre squadre? «Vedremo», risponde il sindaco Mario Pupillo, «analizzeremo le richieste e se ci sono i presupposti lo assegneremo. Anche perché i costi di manutenzione sarebbero troppo alti da far sostenere al Comune. Non sarà certamente una cattedrale nel deserto visto che sarà utilizzato per grandi eventi non solo calcistici. Per quanto riguarda il calcio ho già chiesto alla Lega dilettanti e alla Figc di considerarlo per amichevoli, stage anche delle nazionali giovanili visto che è a norma». Poi potrebbe spettare alla Marcianese che milita in Prima categoria se andrà in porto il progetto di avvicinare la squadra al Lanciano; quest’anno la Marcianese utilizzerebbe lo stadio e la maglia rossonera e poi l’anno prossimo potrebbe cambiare denominazione.
«Il Biondi poi ha il velodromo e sarà sicuramente utilizzato dai ciclisti con maggiore continuità», riprende il sindaco, «visto che negli ultimi anni hanno avuto problemi. Inoltre può ospitare grandi eventi, spettacoli e concerti che si possono fare a pagamento». Il sindaco respinge le accuse che i lavori, pesati sulle casse comunali e quindi sui cittadini, potevano essere evitati. «Erano da fare», chiude Pupillo, «perché riguardavano la messa in sicurezza dell’impianto che è parte del patrimonio cittadino». Un patrimonio che, però, dal 4 giugno scorso è chiuso.
Teresa Di Rocco
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