Manzi: l’intesa Sevel patrimonio delle aziende della Val di Sangro

19 Aprile 2020

«Il protocollo Sevel, preso ad esempio da tutti gli stabilimenti Fca in Italia, diventi patrimonio delle industrie metalmeccaniche della Val di Sangro». La Uilm, per voce del segretario di Chieti-Pesc...

«Il protocollo Sevel, preso ad esempio da tutti gli stabilimenti Fca in Italia, diventi patrimonio delle industrie metalmeccaniche della Val di Sangro». La Uilm, per voce del segretario di Chieti-Pescara, Nicola Manzi, interviene sulla riapertura dello stabilimento del Ducato Fiat che potrebbe avvenire non appena darà il via libera il Governo. «La Sevel è pronta a ripartire in qualsiasi momento», commenta Manzi, «stiamo esaminando, assieme alle altre organizzazioni sindacali, il protocollo Sevel per l’applicazione delle misure di sicurezza anti-Covid: ogni aspetto che riguarda la sicurezza dei lavoratori sarà valutato sul campo. Il nostro compito è quello di vigilare ed è quello che faremo. Sevel si presenta tuttavia come lo stabilimento capofila in Italia per l’applicazione delle misure anti-Covid. Così come Honda, Sevel si è distinta per la velocità ed efficacia nell’applicazione delle misure di sicurezza ed è risultata pronta a partire in anticipo rispetto ad altre realtà industriali. L’auspicio è quello che il protocollo applicato nello stabilimento di Atessa diventi patrimonio di tutto il settore metalmeccanico. Ripartire con la Fase 2, seppure con tutti gli accorgimenti e la cautela del caso, è essenziale in questo momento drammatico per l’economia del Paese. Non dimentichiamo che in provincia di Chieti l’85% dei prodotti automotive è destinato all’export. E non va sottovalutato nemmeno il fatto che laddove in Italia il lockdown è stato imposto in termini e tempi così perentori, altrove si continua a produrre, con il rischio che si inneschi una guerra tra poveri e, scenario ancora peggiore, che si verifichi una concorrenza sleale e pericolosa. Bisogna dunque rimettersi in carreggiata ed evitare il baratro». La Uilm pensa anche ai trasporti. «Regione e Asl devono farsi carico di garantire ai pendolari trasporti in totale sicurezza e a rischio zero contagi». (d.d.l.)