Menna: se il San Pio chiude le aziende scapperanno

Il primo cittadino: «Sempre meno servizi e personale, situazione preoccupante Senza ospedale, i colossi industriali lasceranno sicuramente il nostro territorio»
VASTO. Dieci anni fa la decisione del governo Chiodi di chiudere l’ospedale di Gissi. A nulla valsero le proteste. I dipendenti ospedalieri lavorarono con una fascia nera al braccio in segno di lutto. «Siamo addolorati per la condanna a morte del Vastese», spiegarono. La chiusura dell’ospedale condannò il territorio a dolorose trasferte e alla chiusura di numerose aziende della Val Sinello. Dieci anni dopo, la storia potrebbe ripetersi a Vasto. «Ufficialmente nessuno parla di chiusura del San Pio, ma l’abbandono e l’impoverimento di uomini e servizi è evidente», dice il sindaco Francesco Menna. «La latitanza dell’assessore Nicoletta Verì alimenta le paure. Se l'ospedale San Pio dovesse chiudere, anche i colossi industriali scapperanno. Le multinazionali sono molto attente a cinque requisiti: infrastrutture, smaltimento rifiuti, tasse, sicurezza del territorio e sanità. Quello che è accaduto a Gissi dieci anni fa non deve ripetersi a Vasto. La città vive già una drammatica situazione economica e occupazionale. La Regione guidata da Marco Marsilio ha stanziato fondi per Avezzano, per il Teramano e altri territori. Tutti tranne Vasto. È davvero molto grave».
Le preoccupazioni e l’appello del primo cittadino sono condivise dall'AssoVasto, associazione di medie e piccole imprese del territorio. « La sanità, anche per le nostre realtà produttive, è un bene pubblico da tutelare e da innovare», dice il direttore Giuseppe La Rana. «Non a caso con il consorzio Assoenergia abbiamo deciso di destinare un piccolo contributo al progetto promosso da Pilkington al fine di incrementare la forza dell’ospedale di Vasto con una nuova postazione di terapia intensiva. La sanità, la sicurezza e la sburocratizzazione (intesa come certezza dei modi e dei tempi delle procedure amministrative) sono gli elementi essenziali per consentire un sano e lungimirante sviluppo economico del territorio».
Oltre alla fuga delle aziende e alla perdita di decine di posti di lavoro, per attività legate all’assistenza sanitaria, la chiusura dell’ospedale significherebbe la chiusura di molti locali vicini all’ospedale. Il grido d’allarme del sindaco è confermato dai risultati dello studio realizzato da specialisti del settore. Per una città che sta vivendo una profonda crisi commerciale nel centro storico e ha visto nell’ultimo anno raddoppiare i disoccupati, la perdita dell’ospedale sarebbe una iattura. Le saracinesche di molte attività sarebbero costrette ad abbassarsi. Parla di «catastrofe economica» l’avvocato Angela Pennetta. «Un danno gravissimo, visto che per tante attività. I politici locali devono insistere sulla rinascita del San Pio. Basta scaramucce: tutti i politici vastesi devono essere uniti e difendere il loro territorio».
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