Minacciano con il coltello un 17enne per avere i soldi: i bulli finiscono sott’accusa

Due ragazzi di 16 e 18 anni terrorizzano la vittima in un parco pubblico: la privano di scarpe e cellulare, poi tentano di farsi consegnare 700 euro
CHIETI. Lo hanno terrorizzato puntandogli contro un coltello, poi sono arrivati gli insulti e le angherie per ottenere soldi. Non resterà impunita l’ultima storia di bullismo che si è consumata in provincia di Chieti e ha visto come vittima un diciassettenne di origini straniere: i due violenti, uno di 16 e l’altro di 18 anni, sono stati identificati e denunciati dai carabinieri della stazione di Francavilla. Il procuratore per i minorenni dell’Aquila David Mancini ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti del più giovane: è scattata l’accusa di concorso in tentata estorsione.
LA RICOSTRUZIONE
Tutto comincia lo scorso 27 aprile, quando i due giovanissimi indagati decidono di prendere di mira un ragazzino, figlio di una coppia benestante, che si è da poco trasferito da fuori regione e sta cercando di fare nuove amicizie. Ma il diciassettenne incontra sulla sua strada la coppia di bulli. Il neo maggiorenne, in particolare, convoca la vittima in un punto appartato di un parco pubblico nella zona di viale Nettuno, lontano da occhi indiscreti, in modo tale che nessun adulto possa assistere alla scena. A quel punto, insieme al complice di due anni più piccolo, minaccia la vittima con un coltello, costringendolo a consegnare un iPhone con le relative cuffie e un paio di scarpe della Nike. Ma la coppia terribile non è interessata allo smartphone e alle calzature, che restituiscono infatti poco dopo: è solo un modo per intimorire ulteriormente.
LA RICHIESTA DI SOLDI
L’atteggiamento prevaricatore ha un obiettivo ben preciso: farsi consegnare soldi, e non pochi spicci. «Siamo qui per il debito che hai con un tuo amico: lui ci ha incaricato di venire da te e riscuoterlo. Devi darci 700 euro»: sono più o meno queste le parole che i bulli rivolgono al loro “bersaglio”. In realtà quel debito è inesistente. Ma i due indagati insistono: provano in tutti i modi a ottenere il denaro, finché la vittima non riesce ad allontanarsi. Il diciassettenne trova la forza di raccontare tutto ai genitori: il passo successivo è la denuncia presentata in caserma.
LE DENUNCE
Il resto è storia recente. Nel giro di poco tempo, i carabinieri identificano i due responsabili della tentata estorsione e partono le segnalazioni a piede libero alle procure competenti.
VERSO IL PROCESSO
Ora il sedicenne, assistito dall’avvocato Mauro Ceci, ha venti giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti, anche relative a investigazioni del difensore, o chiedere di essere interrogato. Poi la procura deciderà se sollecitare l’archiviazione o il rinvio a giudizio.
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