Mirò bocciato dalla Regione: stop ai negozi vicino al fiume

Il comitato per la Valutazione di impatto ambientale giudica «irricevibile» la richiesta dei costruttori Il consigliere Febbo: «È lo stop definitivo». Esultano anche ambientalisti e associazioni di categoria
CHIETI . Niente da fare per la Sile Costruzioni di Massimo Locatelli e per il parco commerciale Mirò. La Regione non gli concede la Via postuma, vale a dire le autorizzazioni per i manufatti di cemento realizzati a un passo dal centro commerciale Megalò. Le costruzioni dovevano ospitare i nuovi negozi del parco commerciale ma il Tar ha bloccato l’iter di realizzazione e a niente sono valsi i ricorsi al Consiglio di Stato e ora al comitato regionale per la valutazione di impatto ambientale (Via). Per quelle costruzioni non c’è sanatoria, il nuovo intervento edilizio vicino al fiume Pescara non può essere portato a termine.
Il comitato Via si è riunito ieri mattina e ha rigettato come «irricevibile» la richiesta della società di costruzioni bergamasca. Per il capogruppo di Forza Italia in Regione, Mauro Febbo, che aveva promesso di seguire da vicino l’iter, si tratta di un pronunciamento che mette la parola fine sul progetto del nuovo insediamento commerciale: «Come ampiamente annunciato e scontato», dice il consigliere regionale, «il comitato Via ha rigetto perché irricevibile il ricorso della società Sile. Avevo detto che le varie sentenze e soprattutto la contestuale mancanza delle autorizzazioni erano ormai fatti e atti insormontabili e che i tentativi, pur legittimi, da parte dei proponenti erano vani ed improponibili. Con questo ultimo atto, che mette la parola fine ad una proposta improbabile, ora senza indugio si deve passare alla demolizione dei manufatti realizzati senza autorizzazioni». Soddisfatte anche le associazioni ambientaliste e di categoria Wwf, Confesercenti, Confcommercio e Cna che, attraverso l’avvocato Francesco Paolo Febbo, hanno sempre dato battaglia in tutte le sedi al progetto Mirò, e che ora chiedono anche loro a gran voce l’abbattimento delle costruzioni. L’istanza per ottenere una Via postuma è stata presentata il 26 maggio scorso a seguito della redazione di un nuovo studio di impatto ambientale realizzato dall’ingegner Emanuele Albrigi per conto della Sile. Nella richiesta la società di costruzioni ricordava che le autorizzazioni erano già state concesse nel 2012, con il parere positivo del Via e il provvedimento di compatibilità ambientale. Grazie a quelle autorizzazioni fu realizzato, infatti, il centro commerciale Megalò, di cui Mirò doveva essere il secondo atto.
Nel 2013, infatti, furono rilasciati i conseguenti permessi a costruire da parte dei Comuni di Chieti e Cepagatti a favore della Sirecc, precedente proprietaria del terreno. L’iter, dopo numerosi stop e problemi, si è incagliato al momento della voltura delle autorizzazioni dalla Sirecc alla Sile, che dalla prima ha acquistato il terreno. Le autorizzazioni sembravano essere state rilasciate da una conferenza di servizi dei Comuni di Chieti e Cepagatti, tanto che sono sorti i primi edifici commerciali, poi stoppati da una sentenza del Tar del 7 marzo 2019 a cui era ricorso la Regione per evitare la costruzione del parco commerciale. Contro quella sentenza Sile è ricorsa più volte, ma non è mai riuscita a ottenere ragione. (a.i.)
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