Morto dopo l’agonia sulla riviera Chiesta la proroga delle indagini

12 Aprile 2022

Franco Mancini, detto Franchino, fu trovato in fin di vita all’alba del 3 settembre alla Marina Un vastese è indagato per omicidio preterintenzionale. Mancano ancora i risultati dell’autopsia

VASTO. Troppi i particolari da chiarire sulla morte di Franco Mancini, 50 anni, conosciuto da tutti in città come "Franchino". Troppe le domande ancora senza risposta. Il procuratore di Vasto, Giampiero Di Florio, è deciso a fare chiarezza su quella morte e sulla notte fra il 2 e 3 settembre 2021 in cui si verificò il tragico evento. La Procura, che ha aperto un fascicolo sul "giallo " di Franchino ipotizzando l’omicidio preterintenzionale, ha annunciato al legale dell'indagato, l'avvocato Antonello Cerella, la proroga delle indagini.
L’indagato è un 28enne di Vasto. Sarebbe l'ultima persona vista parlare con Franchino. Il giovane avrebbe dato una pacca amichevole sulla schiena di Franchino che al tocco della mano sarebbe caduto. Aiutato a rialzarsi, Franchino sarebbe stato accompagnato anche a sedersi mentre qualcuno avrebbe chiamato i soccorsi. Quando alle 3 il ventottenne indagato, lasciò Vasto Marina, Franchino era seduto e vivo. Il cinquantenne è stato ritrovato steso sul marciapiede alle 7 del mattino. Che cosa è accaduto dalle 3 alle 7? Franchino è caduto dalla sedia e perché? Si è forse sentito male? È stata la prima caduta a provocare la morte dell'uomo? I risultati dell'autopsia eseguita, dal medico legale Pietro Falco non sono stati ancora consegnate alla Procura. Sul corpo dell'uomo comunque non furono trovati lividi, ematomi o segni di percosse. Il perito confermò subito un trauma cranico che probabilmente provocò una lenta emorragia I risultati completi della perizia sono importanti per stabilire come è morto Franchino.
«Se Franchino è morto per un evento traumatico», afferma l'avvocato Antonello Cerella difensore dell'indagato, «è importante sapere se il trauma può essere stato provocato da una spinta, da una caduta accidentale o da altro». Cerella ha chiesto alla Procura approfondimenti sulla perizia medica. «Dai filmati», aggiunge il legale, che ha accolto per questo favorevolmente la proroga della indagini, «non ha colpito la vittima né avrebbe mai voluto fargli del male». Le immagini della videosorveglianza saranno un grande supporto per gli investigatori. Sul marciapiede in cui è stato ritrovato Franchino c'erano tracce di sangue. La Procura vuole fare chiarezza anche su questo. Quando è stato soccorso il cinquantenne respirava ancora ma non era più cosciente. Gli operatori sanitari trasportarono Mancini in ospedale San Pio: medici e operatori fecero di tutto per salvargli la vita. Purtroppo l'epilogo fu tragico.
Franco Mancini a Vasto marina era l'amico di tutti. Adesso che la riviera si sta svegliando per dare vita ad una nuova stagione turistica sono in tanti a ricordarlo con rammarico. Il desiderio di tutti è che venga stabilita la verità.
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