Nduccio: un amico prezioso Pupillo: gigante della cultura

LANCIANO. Amministratori, ex allievi, rappresentanti del mondo politico e culturale abruzzese: è un cordoglio senza fine quello per Emiliano Giancristofaro, professore, etnologo, saggista e studioso...
LANCIANO. Amministratori, ex allievi, rappresentanti del mondo politico e culturale abruzzese: è un cordoglio senza fine quello per Emiliano Giancristofaro, professore, etnologo, saggista e studioso del folklore regionale, scomparso mercoledì all'età di 84 anni.
«Non potrò mai dimenticare tutte le iniziative condivise molti anni fa con l'amico Emiliano», scrive Germano D'Aurelio, in arte Nduccio, «dal viaggio in Svizzera alla tradizione del maiale, dai "magari" di Giulianova agli amici di Caracas. Quanti volti, storie, emozioni vissute e raccontate. Ho perso un amico prezioso, ma ringrazio il cielo per avermelo fatto conoscere». Per Mario Pupillo, ex sindaco di Lanciano, se ne va «un gigante della cultura abruzzese e frentana. Un insegnante straordinario, senza mezze misure nei giudizi, ma sempre pronto a difendere gli umili e i più buoni. Anni fa mi concesse di attingere al suo bellissimo lavoro “Cara Moglia” per allestire spettacolo sull’emigrazione con gli Amici della Ribalta. Ebbe grande successo e molti riconoscimenti. Qualche giorno fa abbiamo avuto la comunicazione di essere stati selezionati dalla Federazione italiana teatro amatoriale per il festival nazionale delle Regioni che si svolgerà a Spoleto a fine luglio, proprio con quello spettacolo. Una bellissima notizia che non abbiamo fatto in tempo a comunicare al profssore. Dedicheremo a lui lo spettacolo».
«Il prof Emiliano Giancristofaro ha cresciuto generazioni con i suoi insegnamenti, riuscendo a trasferire il suo amore per le nostre radici», dice il consigliere comunale Leo Marongiu, «Lanciano perde una grande guida». «A lui è collegata la crescita della coscienza ambientalista del nostro Abruzzo già dagli anni '60», commentano il consiglio regionale delle sezioni riunite di Italia Nostra e la sezione di Lanciano, «le sue inchieste, i libri, gli editoriali sulla Rivista Abruzzese testimoniano il suo impegno per un uso più democratico e a misura d'uomo della città, della natura, del territorio. È riuscito a muovere l'opionione pubblica sui temi della tutela dei centri storici, del nostro patrimonio artistico, architettonico, antropologico e del rispetto dell'ambiente naturale». (s.so.)
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