Nefrologia, reparto record Ora cura anche i casi rari

7 Marzo 2019

Lo staff diretto da Maccarone ha effettuato 2.200 visite nello scorso anno C’è anche chi è affetto dalla malattia di Fabry, patologia genetica non comune

LANCIANO. Hanno tra i 20 e i 94 anni; tra di loro c’è chi si sottopone a dialisi, chi fa delle visite per tenere sotto controllo patologie renali croniche e chi fa controlli dopo aver fatto il trapianto, un sogno per molti utenti. In 12 sono invece in cura per la malattia di Fabry, patologia rara. Sono centinaia i pazienti del reparto di nefrologia dell’ospedale Renzetti diretto dalla dottoressa Margherita Maccarone, che da anni fa segnare numeri record nella zona per pazienti assistiti, visite, controlli ambulatoriali (2.200 quelli effettuati lo scorso anno), consulenze (1.055 nei vari reparti del Renzetti). Un’assistenza di qualità garantita dall’equipe formata da 5 medici, 12 infermieri e Oss, a pazienti nefropatici che nel frentano, come nel resto della Regione, aumentano di circa il 2-3% ogni anno. Ma, al Renzetti l’unità si occupa anche di malattie rare, ed è una novità importante per il presidio e il territorio. In particolare si seguono pazienti con la malattia di Fabry (patologia genetica ereditaria che può provocare problemi a livello neurologico, dermatologico, oculare, gastrointestinale, cerebrovascolare, renale e cardiaco). Sono oggi 12 i pazienti presi in carico a Lanciano: per essere una malattia rara il numero notevole. Una novità per la nefrologia che segue già 72 pazienti in dialisi, 40 in pre-dialisi. «Ai dializzati è offerta la possibilità di scegliere», spiega la dirigente Maccarone, «secondo indicazioni cliniche o personali, i vari tipi di trattamento sostitutivo della funzione renale: emodialisi ospedaliera o domiciliare, dialisi peritoneale. A Lanciano ci sono 11 posti rene che funzionano ogni giorno, a Casoli 8 e ad Atessa 7, presidi importanti per assicurare il servizio nell’entroterra». Anche se ad Atessa e Casoli ci sono carenze strutturali e di infermieri che richiedono interventi da parte della Asl. Centinaia poi gli utenti con malattia renale cronica seguiti nell’unità. «Lo scorso anno», riprende Maccarone, «sono state effettuate 2.200 visite ambulatoriali di controllo. Oltre alla dialisi seguiamo i pazienti ricoverati in rianimazione, Utic o altri reparti. Solo al Renzetti lo scorso anno sono state eseguite 1.055 consulenze nei vari reparti ed effettuati 170 trattamenti nelle unità intensive oltre a quelli trattati nell’unità». A Lanciano ci sono anche molti pazienti che sono riusciti a lasciarsi alle spalle i travagli e le difficoltà legate alla dialisi grazie al trapianto di rene. «Seguiamo 40 pazienti trapiantati con ambulatorio dedicato», aggiunge la dirigente, «diamo informazioni e indirizziamo verso i centri trapianti. Inoltre in collaborazione con il centro diabetico di Chieti e l’unità operativa di integrazione ospedale-territorio abbiamo un programma di telemedicina per il controllo domiciliare dei pazienti in trattamento dialitico peritoneale attualmente interrotto per motivi burocratici, ma che contiamo di riprendere a breve».