«Nessuno mi aiuta» Esposto di Forgione sui mancati sussidi
CUPELLO. Il 30 marzo scorso si era legato davanti all’ufficio anagrafe del Comune e, indicando una bottiglia contenente benzina, aveva minacciato di darsi fuoco. Antonio Forgione, 50 anni operaio...
CUPELLO. Il 30 marzo scorso si era legato davanti all’ufficio anagrafe del Comune e, indicando una bottiglia contenente benzina, aveva minacciato di darsi fuoco. Antonio Forgione, 50 anni operaio edile di Cupello, torna sulle barricate. Vuole un sussidio o un lavoro. Per questo ha scritto alla procura generale di Roma, alla Procura di Vasto e al prefetto di Chieti, chiedendo aiuto. «Da più di due mesi sono senza utenze», ha spiegato. «Il Comune non riconosce il mio stato di bisogno. Il sindaco mi punisce per i contenziosi che ho avuto con la precedente amministrazione», scrive l’uomo nell’esposto. Forgione sostiene di vivere in uno stato di indigenza, si sente abbandonato e ritiene che il Comune gli neghi pretestuosamente l’eventuale erogazione di fondi di assistenza o un lavoro dignitoso. «Mi sento abbandonato», insiste il 50enne, «sono disperato, non so più come fare per andare avanti».
Immediata la replica del sindaco, Manuele Marcovecchio. «Mi spiace per Forgione», spiega il sindaco, «ma è da chiarire una volta per tutte che io non ho nessun potere decisionale sulla concessione dei sussidi. La mia prima azione istituzionale è stata l’istituzione di una commissione di esperti che esamina oggettivamente le richieste di sussidio. Io non faccio parte della commissione e non posso interferire. La commissione segue criteri oggettivi supportati da una documentazione. Forgione ha avuto accesso più volte ai contributi». (p.c.)
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