Nomine dei primari al San Pio Il M5S: ora andiamo in Procura

Scontro sulle scelte per Cardiologia e Geriatria, Smargiassi: restano i dubbi sulle ragioni della Asl Carenza di medici in ospedale, nuove proteste: «Pazienti rimandati a casa senza visita oculistica»
VASTO . È destinato ad avere un seguito l’incontro del manager della Asl Thomas Schael con il presidente della commissione di vigilanza della Regione, Pietro Smargiassi e il capogruppo del M5S, Francesco Taglieri sulle nomine dei primari di Cardiologia e Geriatria del San Pio.
A confermarlo è Smargiassi. «I dubbi sulle nomine restano, anzi, alla luce dell’audizione, sono ancor più fondati. Leggeremo quindi con attenzione la trascrizione verbale della seduta e poi», annuncia il consigliere regionale pentastellato, «con molta probabilità invieremo le risultanze alla Procura di Vasto perché accerti se siano state prese delle decisioni amorali, a parer nostro, ma pur sempre legittime o se al contrario non vi siano state motivazioni addotte in delibera che troppo poco hanno a che fare con la sfera “analitica” in capo alle decisioni assunte dal direttore generale. Così come riferito da Schael, per otto volte su dieci la graduatoria è stata rispettata ed è stato nominato il primo. Resta da capire perché per Cardiologia si è scelto il secondo e per Geriatria addirittura il terzo. A noi le ragioni del direttore generale non sono sembrate convincenti. Preoccupa, non poco, un precedente con una nomina, sempre a Vasto, nel quale la Asl è stata poi condannata a risarcire il ricorrente con ben 70 mila euro di soldi pubblici», conclude Smargiassi.
Nomine a parte, la carenza di medici sta provocando grandi disagi. Il pronto soccorso del San Pio e il servizio 118 sono in grande difficoltà. Mancano medici in quasi tutti i reparti. La coperta ormai è così corta che talvolta i medici non riescono a rispettare gli appuntamenti. E arrivano nuove testimonianze di situazione di disagio all’interno del presidio vastese.
«Giovedì pomeriggio il medico di turno a Oculistica, aveva il primo appuntamento alle 14,30, il secondo alle 15 e il terzo alle 15,30», viene segnalato. «I pazienti che aspettavano fuori dell’ambulatorio oculistico, dopo circa 45 minuti di attesa si sono preoccupati. Nell’attesa sono passati diversi operatori sanitari a cui è stata posta la domanda se avessero notizie del collega. Qualche paziente è andato al Cup, per avere chiarimenti». Da qui la beffa finale: «La soluzione proposta dalla Asl è stata un nuovo appuntamento o il rimborso».
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