Nove consiglieri pronti a firmare «Castiglione deve andare a casa»

La “nuova” maggioranza: «In settimana rassegneremo le dimissioni, poi aspetteremo il commissario» Solo Ortona nella testa, Fratelli d’Italia e Città che amo smentiscono le voci sull’accordo con il sindaco
ORTONA . Sale la tensione dopo la conferenza dei capigruppo che si è tenuta ieri, in cui si è stabilita la data del consiglio comunale richiesto dalla minoranza. Dalla riunione è emerso che l’assise si riunirà martedì 11 aprile alle 9.00. Ma il tempo massimo per la convocazione scadeva il 9 aprile, giorno di Pasqua. Immediata la reazione dei nove consiglieri comunali dei gruppi promotori del consiglio, Solo Ortona nella testa, Fratelli d’Italia e Città che amo che hanno dichiarato: «Il sindaco Leo Castiglione e i suoi fedelissimi devono andare a casa. In settimana, appena avremo formalizzato i necessari adempimenti burocratici, rassegneremo le nostre dimissioni per consentire ad un commissario straordinario, in attesa delle prossime elezioni che si dovrebbero tenere nella primavera 2024, di riportare normalità e buon senso all’interno del Comune, con sicuri effetti positivi per la comunità». Ilario Cocciola, Angelo Di Nardo, Gianluca Coletti, Franco Vanni, Simonetta Schiazza, Emore Cauti, Simona Rabottini, Antonio Sorgetti, Italia Cocco, la cosiddetta nuova maggioranza, non ha esitato, dunque, a dimostrare tutta la sua contrarietà, circa quanto deciso ieri. «È ormai evidente che il sindaco, la sua giunta ed i suoi residui sostenitori, sono solo presi da un delirio da campagna elettorale permanente, coscienti che il loro tempo sia ormai finito». Per i nove, troppe le questioni urgenti: il bilancio di previsione, i lavori per il Giro d’Italia, il piano regolatore portuale, l’escavazione dei fondali del porto e tante altre ancora.
Infine, smentite categoricamente le voci circa un accordo tra l’amministrazione Castiglione e qualche membro dell’attuale opposizione. «Nessuno di noi è disposto a fare da stampella ad un’amministrazione inadeguata e claudicante per coltivare interessi personali, politici e non. Sarebbe più onesto per il sindaco comprendere che il suo percorso politico è concluso, piuttosto che aggrapparsi a flebili speranze pur di vivacchiare senza un progetto politico credibile. La città merita di meglio che aspiranti prestigiatori che all’occorrenza pensano di avere un asso nella manica».©RIPRODUZIONE RISERVATA

