Nuova tassa, no di Febbo: «Le cartelle sono illegali»

L’assessore regionale contro il Consorzio di bonifica: chiesti contributi non dovuti Adesso la palla passa al delegato all’agricoltura: è necessario annullare gli atti
SAN SALVO. Tutti contro le nuove cartelle esattoriali con il contributo agricolo inviate dal Consorzio di bonifica sud a decine di imprenditori. La nuova tassa sarà impugnata dall’assessore regionale alle attività economiche, Mauro Febbo, che annuncia: «Ritengo che le cartelle siano illegali e ingiustificate dal momento che le aziende non ricevono alcun servizio. Il Consorzio di bonifica ha già aumentato i canoni ai consorziati e ha ottenuto fondi dalla Regione ed è più che sufficiente». La presa di posizione di Febbo arriva dopo la protesta delle aziende di Piana Sant’Angelo e del sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca. «Chiederò», annuncia Febbo, «l’intervento del collega che ha la delega all’agricoltura, Emanuele Imprudente, affinché le cartelle vengano annullate».
Al centro delle proteste ci sono i contributi extra agricoli chieste di Consorzio per terreni che, inizialmente erano agricoli, ma ora sono sede di insediamenti industriale. Febbo non nasconde di essere preoccupato: sono in corso vertenze per evitare la chiusura di colossi e piccole realtà industriali e sventare l’esodo delle imprese più grandi verso territori più vantaggiosi. Inoltre, le nuove tasse decise dal Consorzio di bonifica vanno ad aggiungersi ai tributi che gli operatori versano già all’Arap per i servizi ricevuti. «Si rischia di provocare la fuga degli industriali», ammonisce il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, schierata dalla parte degli operatori. Del resto a parlare sono i fatti e i numeri. In pochi mesi a Piana Sant’Angelo hanno chiuso una camiceria e un’azienda che lavorava per Denso; Pilkington grazie agli investimenti ha ottenuto la proroga della cassa integrazione fino a novembre scongiurando 55 licenziamenti; Denso ha avviato la settimana corta per tagliare i costi. «In un momento così delicato per noi», affermano gli industriali, «anziché ricevere agevolazioni fiscali abbiamo ricevuto la richiesta di nuove tasse per una perimetrazione che risale al 1933, assolutamente superata. Senza considerare che il Consorzio, oltre a rivedere l’elenco dei contribuenti, avrebbe dovuto estendere i servizi di manutenzione. Noi non abbiamo ricevuto nulla e lotteremo per combattere una tassa ingiusta».
Le cartelle esattoriali extra agricole oscillano da poche centinaia a migliaia di euro. «Chiedero al collega Imprudente», ripete l'assessore Mauro Febbo, «di affrontare l'argomento prima della convocazione dei sindaci fatta dal Consorzio per il 3 ottobre. Ripeto, per quanto mi riguarda, ritengo che a differenza dell’Arap, che ha contenuto i prezzi pur fornendo i servizi, il Consorzio di bonifica non può giustificare in alcun modo le richieste fatte in questi giorni. Quelle cartelle sono illegali e chiedo che vengano bloccate», conclude l’assessore.
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