Nuove povertà in forte crescita I sindaci: incertezze nel lavoro

15 Dicembre 2021

La frenata del settore industriale ha avuto un effetto devastante su piccole imprese e commercio Della Gatta: «C’è un’ondata di richieste di buoni alimentari». Di Florio: «Pochi contributi per tutti»

VASTO. La povertà torna a crescere a Vasto e nel Vastese. All'origine del disagio economico c'è la pandemia. A causa del Covid-19 il settore industriale ha subito una fortissima frenata. L'effetto domino è stato devastante sulle piccole e medie imprese e sul settore commerciale. Centinaia i posti di lavoro persi. Per molte famiglie è sempre più difficile imbandire la tavola. Con l'avvicinarsi del Natale la situazione diventa ancora più critica.
«Il Comune ha ricevuto un'ondata di richieste di buoni alimentari», conferma l'assessore alle politiche sociali del comune di Vasto, Nicola Della Gatta. «Si è allargato il divario fra i ceti sociali. Tante le situazioni critiche. Le parrocchie e la Caritas stanno cercando di aiutare molte famiglie. A Vasto tante associazioni raccolgono e distribuiscono prodotti alimentari e generi di prima necessità alle famiglie in difficoltà. Il Comune farà la sua parte», assicura l'assessore Della Gatta. «Saranno usati tutti gli strumenti e i fondi a disposizione e messe in campo tutte le misure possibili a sostegno dei cittadini e alle famiglie in difficoltà economica, sia quelle scivolate sotto la soglia di povertà nel 2020, sia quelle che erano già povere». Molti i nuclei familiari con bambini che vivono una situazione di grande disagio. Oltre a essere più povere di due anni fa, le famiglie con minorenni sono spesso in condizioni di disagio più marcato.
Il 2021 è stato l'anno di tanti nuovi poveri. Il Comune sta cercando di farsi carico delle situazioni di marginalità e vulnerabilità affiorate nel corso della pandemia. La magistratura vigila per evitare che prenda piede la piaga dell'usura.
Anche nei comuni vicini il Covid ha impoverito tante famiglie. «La pandemia ha diviso in due il Paese», dice il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca. «C'è chi non ha risentito della crisi e chi è stato travolto. Penso ai giovani e alle famiglie degli autonomi, partite Iva e quelle più fragili per ragioni di marginalità sociale. È accaduto anche a San Salvo, sebbene il Comune abbia tentato di dare una mano con la fiscalità agli autonomi e i buoni spesa. Stiamo cercando di dare una mano anche per gli affitti e le bollette. Speriamo tutti in una ripresa stabile e forte dell'economia con il superamento delle attuali incertezze, sopratutto nel settore dell'automotive».
La crisi industriale derivante dalla pandemia ha colpito anche i comuni più piccoli. «La difficoltà più grande è la ripresa delle attività produttive», dice il sindaco di Cupello, Graziana Di Florio. «Molte sono state ferme a lungo e ora non riescono a ripartire. I contributi sono esigui e non bastano». Nei Comuni dell'Unione dei Miracoli si cerca di aiutare le famiglie con i buoni spesa. «A Pollutri», spiega il presidente dell'Unione, Nicola Maria Di Carlo che è anche sindaco del paese, «stiamo dando i buoni spesa e abbiamo appena pagato le aziende per il mancato reddito 2020».
Stessa situazione a Gissi. «La pandemia e la crisi hanno reso tutti un po’ più poveri», riflette il sindaco di Gissi, Agostino Chieffo, «sia dal punto di vista economico che sociale».
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